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Presa senza tensione

Se, inserendo la spina in una presa, osservate che l’apparecchio collegato non funziona mentre inserendo la spina in un'altra presa l’apparecchio funziona regolarmente è certo che nella prima presa non vi è tensione.

Cominciate ad investigare partendo dalla presa stessa. Con il cacciavite cercafase inserite il puntale prima in un alveolo e poi nell’altro per confermare che la tensione non sia presente in nessuno dei due spinotti. Quindi togliete la corrente all’interruttore generale e aprite la presa svitando le vitine della mascherina.

• Un primo possibile guasto può essere il distacco del conduttore di fase (o di entrambi) dai morsetti del frutto. In tal caso prima di procedere al collegamento provate a rimettere corrente nell’impianto e toccare con la punta del cercafase sia il conduttore staccato sia l'altro.

• Se osservate che in uno dei due c’è la tensione significa che la corrente perviene correttamente e quindi il guasto era unicamente il distacco del conduttore dalla presa. Togliete di nuovo la corrente ripristinate il collegamento dei conduttori alla presa inserendoli nei morsetti della stessa e richiudete la presa quindi rimettete la corrente.

• Se il cercafase indica che in nessuno dei fili che provengono alla presa (non tenendo conto ovviamente del conduttore di terra) arriva la fase significa che c’è un’interruzione sul cavo che perviene alla presa stessa. È pertanto necessario investigare sullo stato di efficienza dei collegamenti che sono all’origine del cavo stesso.

La partenza dei cavi

Dovete trovare qual’è la provenienza dei cavi che alimentano la presa. Questi cavi possono pervenire o da un’altra presa o da una cassetta di derivazione, a seconda di come è stato eseguito l’impianto.

Se nelle immediate vicinanze della presa interessata ve n’è un’altra provate a verificare che all’interno di questa vi siano anche i cavi di partenza che alimentano la presa in questione.

• Sempre con l’interruttore generale scollegato aprite anche la presa più vicina e osservate. Se da essa non partono cavi provate ad osservare l’interno di altre prese. Se da una di queste partono dei cavi potrebbero essere quelle che provengono alla vostra presa.

Prima di procedere nel lavoro rimettete corrente e controllate con il cercafase che a questa presa pervenga la tensione e che naturalmente i cavi che da questa partono verso la vostra presa siano correttamente collegati. Dopodiché togliete corrente e staccate dalla presa tutti i fili cercando di non confonderli uno con l’altro.

• Rimettete tensione e toccate con il cercafase ognuno dei fili in modo da individuare qual’è la coppia che porta corrente alla presa e qual’è quella che dalla presa parte per fornire corrente ad un altra presa. Quindi verificate anche le altre prese per scoprire se in qualcuna di esse adesso la tensione manca perchè in tal caso i fili che partono dalla presa che avete appena aperto non vanno a quella malfunzionante ma a quella che ora mostra di non avere tensione.

• Se ciò non accade è molto probabile che quei fili che partono vadano alla vostra presa. Per cui è possibile che un filo sia interrotto. Se avete un tester potete provare la continuità di entrambi i conduttori toccando le estremità dei conduttori stessi alla partenza e all’uscita con i puntali dopo aver impostato il tester nella misurazione di resistenza. Eventualmente utilizzate una prolunga per poter effettuare questo ponte che può essere anche lungo qualche metro.

• Se uno dei due fili mostra il passaggio di corrente e l’altro no significa che il cavo è interrotto e va sostituito. Prima, però, dovrete estrarre dalla canalina che congiunge le due prese i cavi che non sono ben funzionanti. L’estrazione deve avvenire lentamente in modo da non creare impicci e svuotare facilmente la canalina.

• Dopo aver collocato i nuovi conduttori (fase, neutro e conduttore di terra) ripristinate i collegamenti alla presa che non funzionava quindi ripristinate i collegamenti alla presa che funge da morsetto di collegamento e quindi richiudete le mascherine e potete rimettere la corrente. Verificate adesso che tutte le prese abbiano la tensione.

La cassetta di derivazione

Se la corrente della presa che non funziona non perviene da una presa, investigate alla più vicina scatola di derivazione.

In genere ogni stanza è dotata, al suo interno o al suo immediato esterno, di una cassetta di derivazione da cui partono i conduttori che alimentano le varie prese e che alimentano il circuito di illuminazione.

• Dopo aver tolto la corrente aprite la cassetta di derivazione e cercate di individuare quali sono i conduttori che alimentano la presa in questione. In genere il lavoro viene così svolto: si sconnettono due conduttori per volta e si provano le varie prese con il tester (naturalmente reinserendo, ogni volta l’interruttore generale).

• L’operazione deve essere svolta con il tester impostato sulla misurazione di tensione e inserendo i puntali all’interno delle varie prese in modo da determinare quali sono i conduttori che alimentano ogni presa. Così facendo, andando per tentativi, individuerete i conduttori che alimentano la presa e che possono essere scollegati accidentalmente ai morsetti all’interno della scatola di derivazione oppure essere interrotti lungo il percorso (caso questo abbastanza difficile).

• Anche in questo caso potete procedere alla sostituzione e al collegamento sia alla presa sia ai morsetti della scatola di derivazione e quindi rimettere tensione e verificare che la presa abbia cominciato a funzionare.

Il fusibile

In alcuni impianti piùobsoleti vi sono dei “sezionamenti”: alcuni rami dell’impianto come, ad esempio, tutte le prese del piano superiore di una casa, oppure tutto un ramo di illuminazione di un’ala di un’abitazione possono essere protetti da uno o più fusibili.

Si tratta di un sistema ormai non molto frequente ma è sempre possibile trovarlo. I fusibili sono collocati in apposite scatolette poste in genere in prossimità del soffitto. Il loro compito è quello di impedire che un eccessivo assorbimento di corrente da parte di un utilizzatore (o una fuga di corrente) faccia scattare l’interruttore generale togliendo corrente a tutta l’abitazione.

• Il fusibile, infatti, è costituito di un materiale particolare che, quando è attraversato da una determinata corrente, si fonde e interrompe l’alimentazione.

• Se il fusibile che viene collocato lungo una linea di alimentazione è tarato per fondersi ad una corrente più bassa di quella che farebbe scattare l’interruttore generale magnetotermico, ecco che viene protetta una parte di circuito senza impedire il funzionamento di altri servizi. Pertanto, se in una presa non vi è corrente, verificate se anche in altre spine,immediatamente vicine, c’è o meno.

• Se manca anche in quelle è molto probabile che vi sia un fusibile di protezione che sia saltato. Con una ispezione lo trovate facilmente. Togliete corrente ed aprite la scatoletta quindi asportate il fusibile e sostituitelo con un altro di uguale tipo e uguale portata (vi sono tipi di fusibili molto diversi).

• Non mettete al suo posto un fusibile con portata maggiore altrimenti la protezione non è più valida.
Al posto di una scatoletta portafusibili può essere presente un interruttore dotato di fusibili (verificate e sostituite il fusibile saltato) oppure un interruttore magnetotermico che potete semplicemente riarmare premendo il pulsante apposito.

• La sostituzione del fusibile, però non vi esime dal ricercare quali siano le cause che hanno provocato il fenomeno. Potrebbe trattarsi di un temporaneo utilizzo di troppi apparecchi o qualcosa di più grave. Lo stesso dicasi se l’interruttore generale magnetotermico scatta in continuazione o se è il salvavita (interruttore differenziale a scattare ripetutamente).
Nel primo caso vi è un assorbimento anomalo (troppo elevato) che può essere dovuto ad un cortocircuito o ad una fuga di corrente verso terra. Nel secondo caso c’è (quasi)  sicuramente una fuga di corrente.
Non sempre è semplice individuare il punto o l’apparecchio che è fonte del fenomeno: armatevi di tester e cercafase e molta pazienza e scollegate uno per uno tutti gli apparecchi ed eventualmente sezionate ogni tratto di impianto fino a scoprire qual’è che causa il malfunzionamento.
• In alcuni casi si verifica, ad esempio, che l’interruttore scatta  quando piove. Ciò indica che un elemento dell’impianto causa una fuga di corrente in presenza dell’umidità, quindi investigate su condutture o servizi elettrici esterni.
Se non trovate alcuna causa apparente ed il fenomeno si ripete conviene chiamare un tecnico.

Un interruttore non funziona

Se un interruttore (ma può anche trattarsi di un deviatore o di un invertitore) non funziona più avviene che, nonostante si effettui il comando, il punto luce che esso comanda non si accende (o rimanga costantemente acceso).

Se la lampadina non si accende vi accorgete del guasto quando, sostituendo la lampadina, essa risulterà in buono stato e allora potrete provare con il tester se perviene corrente al portalampada del punto luce. Se ciò non avviene quando si aziona l’interruttore è molto probabile che sia l’interruttore stesso non funzionante.

• Togliete tensione, aprite l’interruttore e sconnettete i due cavi che da esso partono. Ad uno dei due cavi deve essere presente la fase: verificatelo rimettendo corrente nell’impianto e toccando entrambi i cavi con il cercafase.

• Dopo aver scollegato di nuovo la corrente provate a collegare provvisoriamente i due cavi insieme e rimettere corrente: se la lampadina si accende avete la sicurezza che è l’interruttore a non funzionare. In tal caso è necessario sostituire l’interruttore stesso con un altro e ripristinare i collegamenti con i conduttori e quindi ricollocare l’interruttore al suo posto.

• Se l’impianto luce non ha un solo punto di azionamento ma ne ha due il guasto può essere all’interno di uno dei deviatori che azionano il circuito. Per la ricerca dei guasto dovete aver ben chiaro il funzionamento del circuito e quindi procedete con le medesime tecniche indicate per l’interruttore.

• Si tratterà di togliere la corrente, aprire prima un deviatore e poi l’altro e far funzionare alternativamente i comandi per vedere se la fase si ritrova nei punti giusti. Se così non fosse va sostituito il deviatore non funzionante con uno nuovo. Stesso dicasi per un impianto comandato da più punti luce o addirittura da relé.