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Per affrontare i lavori sull’impianto elettrico di casa (se consentiti dalle norme) è necessario avere le idee ben chiare su quello che bisogna fare e come lo si deve fare perché, a differenza della maggior parte degli altri interventi di manutenzione, quelli svolti sull’impianto elettrico possono comportare seri pericoli. 

Come arriva la corrente 

L'Ente fornitore di energia provvede collegare le abitazioni alla rete elettrica a 220 V per uso domestico. La tensione è prelevabile dalla morsettiera posta a valle dell’interruttore-limitatore che è installato nel gruppo del il contatore. Dalla morsettiera in poi ognuno è responsabile del proprio impianto. 

• Il contatore - limitatore è tarato dai tecnici in modo che scatti e scolleghi l’impianto quando il consumo di corrente supera il valore massimo stabilito per contratto.

La tensione dell'energia elettrica è misurata in Volt (V) mentre l’intensità con cui scorre nei conduttori è indicata in Ampere (A). La potenza di un apparecchio è misurata in Watt (W), che sono dati dal numero di ampere di corrente che circola nell’apparecchio moltiplicato per i volt (220).

Ad esempio la potenza di un ferro da stiro è sui 800-1000 watt mentre quella di una lavastoviglie può arrivare ai 3000 watt (3 kW). 

Fase,neutro e terra 

I conduttori isolati che costituiscono le varie linee interne dell’impianto elettrico di casa sono tre: il conduttore di fase, quello di neutro e la terra. 

Il conduttore di fase, che per norma deve essere isolato con guaina di colore marrone o nero è quello attraverso il quale “arriva” la corrente elettrica che proviene dalla linea esterna.

Il cavo di neutro (colore blu) è quello che “riporta” la corrente alla centrale di produzione dopo che essa ha attraversato l’elettrodomestico o la lampadina o l’ulteriore servizio che è stato collegato alla rete. 

Del conduttore di terra parliamo più avanti. 

 

Come “lavora” la corrente elettrica 

Per una generica comprensione dell circuitazione della corrente si prenda ad esempio l’inserimento di una spina di un elettrodomestico in una presa. La corrente, attraverso il filo di fase, entra nel morsetto della presa e di qui nell’alveolo della presa stessa.

Passa nello spinotto della spina e, tramite un conduttore del cavo che collega la spina all’utilizzatore entra nell’utilizzatore e svolge la sua funzione (illuminare, fare girare un motore, riscaldare resistenze, ecc.). Poi, per mezzo del secondo conduttore del cavo, ritorna alla spina nell’altro spinotto il quale è in contatto con l’alveolo della presa a cui è collegato il filo di neutro.

• Attraverso questo filo si ha il ritorno della corrente alla centrale. Il terzo filo, quello di terra, che per norma è rivestito con una guaina giallo-verde, collega tutti i morsetti centrali delle prese con un dispersore (chiamato anche puntazza) piantato in terra, fuori dall’abitazione. Negli alveoli centrali delle prese si infila lo spinotto centrale delle spine dei vari elettrodomestici.

Questo spinotto è collegato al terzo conduttore del cavo di alimentazione che viene morsettato alla carcassa metallica dell’utilizzatore. In questo modo un eventuale contatto accidentale tra un filo di fase interno all’elettrodomestico e la carcassa fa avvenire una scarica verso terra della corrente evitando la folgorazione delle persone. 

• Se l’elettrodomestico ha la carcassa in materiale isolante e quindi è escluso il pericolo che possa trovarsi sotto tensione, il conduttore di terra non c’è e la spina presenta solo due spinotti. 

Diametro dei conduttori 

Gli impianti di casa si sviluppano, pertanto, su triplette di conduttori isolati la cui sezione è varia a seconda della funzione che ha ogni singola linea: le linee principali e quelle che devono alimentare gli elettrodomestici di maggiore potenza, e quindi con maggiore assorbimento di corrente, hanno sezione maggiore (da 4 mmq in su) mentre le linee secondarie che alimentano punti luce sono di diametro minore (2,5-1,5 mmq). 

• La normativa in questo campo si è molto evoluta in questi ultimi anni e ancora non tutte le abitazioni che possiedono un impianto elettrico a norme regolamentari. Molto spesso, specialmente in case vecchie, gli impianti elettrici sono eseguiti con materiali e con sistemi del tutto fuori regola ed è molto importante riconoscere le situazioni precarie o pericolose per poter intervenire in tempo. 

Di seguito diamo una descrizione generica di un impianto tipo per un appartamento medio. 

Come è fatto l’impianto di casa 

L’impianto di un appartamento è suddivisibile in due parti: la linea principale e quelle derivate. 

La linea principale è costituita da due gruppi di cavi di tre fili ognuno, che partono dai relativi interruttori generali appena valle del contatore. Il primo gruppo e costituito da tre cavi (neutro fase e terra) della sezione minima di 4 mm e serve per l’alimentazione delle prese, mentre il secondo gruppo, è costituito da tre cavi della sezione minima di 2,5 mm e serve per l’illuminazione.

• Questi due gruppi si snodano per tutto l’ingresso ed il corridoio in modo da passare in prossimità di ognuna delle stanze dell’appartamento. In corrispondenza di ogni stanza il circuito è dotato di una scatola di derivazione, inserita nella parete, da cui partono i circuiti di alimentazione delle prese e dell’illuminazione relativi alla stanza stessa.

• La separazione in due gruppi è necessaria per evitare interruzioni nel circuito di illuminazione dovute a sovraccarichi causati dagli elettrodomestici. 

Le linee derivate 

Da ogni scatola di derivazione vengono appunto “ derivati” altrettanti cavi (tre per le prese e tre per l’illuminazione) che servono per alimentare i vari servizi. 

In linea generale, ogni stanza deve essere dotata di una presa da 16 A posta accanto all’entrata, a livello dello zoccolo, e di altre prese da 6 A, a seconda delle singole esigenze.

• In cucina le prese da 16 A possono essere anche più d’una. I conduttori da utilizzare per queste derivazioni sono della sezione di 1,6 mmq per il circuito di illuminazione e di 2,5 mmq per quello delle prese, mentre per la cucina i conduttori per le prese devono avere la sez. di 4 mmq. 

Questo vale, naturalmente, in linea generale, poi, i casi particolari possono essere valutati di volta in volta.