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Il plexiglas è il nome commerciale dei un particolare polimero (metilacrilato di metile) e viene anche definito come “ vetro organico”. Questo materiale presenta interessanti qualità che lo rendono insostituibile per particolari lavori ed ha speciali caratteristiche meccaniche che ne facilitano la lavorazione.

 

FORME COMMERCIALI

In commercio il plexiglas si trova in varie forme: dai fogli spessi 3-5- 10 mm e più, ai blocchi di varia dimensione e spessore. È disponibile nelle versioni trasparenti, colorate, opache e variamente diafane con lavorazioni particolari della superficie. Il plexiglas trova un grande impiego come materiale sostitutivo del vetro, in quanto è estremamente trasparente e non è fragile. Del vetro, però, non ha la durezza e non resiste alle abrasioni, per cui si “riga” molto facilmente. Il plexiglas si acquista presso negozi specializzati o presso le fabbriche produttrici di targhe ed insegne.

 

GLI USI

Questo particolare materiale può essere impiegato per diversi scopi. Innanzitutto in sostituzione del vetro, in quei montaggi ove la resistenza è una caratteristica essenziale o se la sagoma è curva (il plexiglas si curva facilmente).

Col plexiglas si realizzano divisori traslucidi, pareti mobili particolrmente sicure, che non rischiano di andare in frantumi. Un altro impiego molto pratico sono i pannelli frontali di varie apparecchiature. Inoltre, essendo un buon isolante, si presta ottimamente ad essere utilizzato all’interno di varie apparecchi elettrici ed elettromeccanici. 

 In casa il plexiglas può anche essere adoperato per realizzare supporti vari per fotografie, piani luminosi, antine trasparenti ecc. 

 

LE LAVORAZIONI

Il plexiglas può essere facilmente lavorato con i normali attrezzi che possedete, con tecniche simili a quelle adottate per la lavorazione del legno. Vediamole sigolarmente.

 

Il taglio

uò essere agevolmente tagliato con la sega circolare, meglio con lama dotata di dentatura fine con denti riportati in Widia per avere un taglio netto e preciso.Durante il taglio il materiale va fatto scorrere sul piano di lavoro: questo causa irrimediabilmente delle rigature sulla faccia a contatto col metallo. Per questo motivo è necessario non asportare la carta adesiva protettiva che è applicata al plexiglas al momento dell’acquisto. Se questa, per qualche motivo, fosse già stata asportata, dovete applicare un foglio di carta sotto alla lastra da tagliare o un sottile panno pulito, che viene tagliato insieme al plexiglas stesso. Per praticare un taglio sagomato è possibile utilizzare la lama a foretto o il seghetto alternativo dotato di lama per ferro. Durante il taglio si formano, lungo i bordi, dei riccioli di materiale tagliato che rendono irregolari i bordi stessi. Per evitare questo inconveniente potete applicare, lungo la linea di taglio, un nastro adesivo. Poi tagliate. Il nastro viene tolto alla fine ed i bordi restano perfettamente lisci. Se la lastra è particolarmente sottile è possibile utilizzare un cutter, poggiato contro una riga metallica e passato più volte sulla linea di taglio.

 

La foratura

Il plexiglas si fora con le punte da legno, utilizzando il trapano a colonna in modo che stia assolutamente fermo lungo il proprio asse, durante il lavoro altrimenti il fori risulta ovalizzato a causa dell’estrema morbidezza del materiale. Si possono anche praticare grandi fori con la normale sega a tazza, Dopo il lavoro è conveniente pulire per bene i residui di materiale che restano tra i denti della sega. 

 

La piallatura

Sempre come col legno è possibile lavorare il plexiglas con la pialla da banco o con quella elettrica portatile mentre con quella manuale il lavoro è piuttosto difficoltoso in quanto non si ha la formazione di un truciolo lungo e sottile, facile da scaricare. 

Anche dopo la piallatura di un bordo o di una parte piana bisogna pulire per bene i coltelli della pialla.

 

La curvatura

Per piegare il plexiglas si sfrutta il fatto che esso rammollisce dopo gli 80 gradi di temperatura. Per curvare il materiale bisogna quindi riscaldarlo progressivamente finchè comincia a perdere rigidità e quindi piegarlo contro un tubo o lungo un bordo del banco. Il miglior sistema per riscaldare il plexiglas consiste nell’impiegare una pistola ad aria calda, che col suo getto a temperatura regolabiel (alcune centinaia di gradi),è in grado di riscaldare gradualmente il materiale. Potete anche utilizzare una torcia a gas ma, in tal caso, dovete fare ben attenzione in quanto la fiamma, se tocca la superficie della lastra da piegare, la danneggia.

 

La finitura

I bordi delle lastre o dei pezzi di varia foggia possono essere trattati con raspa e lima bastarda o lisciati e corretti con carta vetro di grana grossa. Questa lavorazione rende opaco il materiale. 

 

L’incollaggio 

Il plexiglas può essere facilmente incollato con colla per plastica rigida, silicone, colla epossidica a due componenti e colla cianoacrilica. Sono quindi possibili rapidi assemblaggi. Gli incollaggi, però, non sempre danno assoluta garanzia di tenuta in quanto il plexiglas, tenero e flessibile, può esercitare una continua sollecitazione meccanica sull’incollaggio stesso fino a indebolirlo.