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Per poter affrontare adeguatamente i lavori di manutenzione e riparazione che si rendono necessari, è conveniente disporre di un laboratorio, anche piccolo, che svolga il doppio compito di officina e di ripostiglio, in cui radunare gli attrezzi da lavoro. Naturalmente ognuno dovrà adeguarsi allo spazio disponibile: chi abita in un piccolo appartamento in città non ha lo stesso spazio di chi abita in una villetta di campagna, ma vi sono numerose soluzioni possibili. 

Il locale prescelto non deve essere troppo angusto e privo di aperture verso l’esterno in quanto spesso, lavorando, si sviluppano fumi o esalazioni diverse che devono essere eliminati. 

I locali ideali possono essere il box dell’auto, seminterrati (ma bisogna dotarli di aspiratore), sottotetti, ecc. Sono da escludere le cantine sotto il livello del suolo. 

Il banco 

L’elemento centrale di ogni laboratorio è il banco da lavoro. Esso deve essere solido e stabile in modo da potervi svolgere sopra lavorazioni disparate. In commercio ve ne sono di vari tipi: in tutto legno (adatti per lavori di falegnameria), in tutto ferro (per lavori di carpenteria metallica) o con telaio in metallo e piano in legno (impieghi vari). Scegliete un banco che sia adeguato al locale di cui disponete ma che non sia troppo ingombrante in quanto è bene che esso lasci dello spazio intorno a sè. 

La morsa 

Il banco deve essere dotato di una morsa per poter bloccare i materiali da lavorare. Anche le morse in commercio sono molto diverse: può andare bene una da carpenteria metallica con apertura delle ganasce di 80 mm. Alcuni banchi (quelli per falegnameria) sono anche dotati di morsa piana parallela che consente di bloccare pezzi molto lunghi. La morsa si fissa al banco forando il piano e facendovi passare i bulloni di bloccaggio. 

Il pannello portattrezzi 

Sulla parete davanti al banco da lavoro è molto conveniente collocare un pannello di faesite o di multistrato su cui appendere gli attrezzi. Il pannello, che deve essere largo come il banco e alto non più di 1 metro, viene fissato alla parete per mezzo di tasselli ad espansione. Gli attrezzi vi possono essere appesi piantandovi dei chiodini di sostegno o applicandovi appositi gancetti che fungono da portattrezzi. 

Nella parete contro cui è poggiato il banco, oppure in quelle laterali, è molto utile applicare diversi ripiani a mensola in modo da potervi alloggiare attrezzature ingombranti, barattoli di pittura, ecc. 

È anche importante disporre di un vano chiuso (un armadietto pensile oppure la parte sottostante del banco) che possa essere chiusa a chiave, in cui alloggiare utensili o materiali potenzialmente pericolosi, soprattutto se in casa vi sono dei bambini. 

L’impianto elettrico 

Il banco da lavoro deve essere illuminato da due fonti distinte: una luce centrale, magari di tipo fluorescente, che illumina anche il resto del laboratorio ed una lampada con braccio snodabile in modo da illuminare più direttamente il punto in cui si lavora. 

Nelle vicinanze del banco da lavoro è molto utile far installare un piccolo quadro elettrico con interruttore magnetotermico dotato di salvavita. Sul quadro si possono inserire due prese di corrente: una da 6 Ampere ed una da 16 Ampere per utilizzatori di diversa potenza. Le prese possono essere accoppiate a due spie che indicano la presenza di tensione. Il quadretto elettrico con interruttore automatico indipendente è molto utile perché può capitare che in laboratorio si usino apparecchi che, in determinate condizioni, assorbano un elevato amperaggio. In questo caso caso è preferibile usare un interruttore-limitatore locale (opportunamente tarato) che interrompa la tensione piuttosto che far “saltare” la corrente in tutta l’abitazione. 

La sicurezza 

Sia per chi lavora sia per i frequentatori occasionali del piccolo laboratorio, è necessario provvedere al massimo della sicurezza. Come si è già detto, mezzi e materiali pericolosi o tossici vanno chiusi a chiave in un armadio. Gli utensili elettrici, quando non vengono usati, devono sempre essere staccati dalla presa ed è bene disporre sul pavimento un tappeto di gomma ruvida. Un estintore da 5 kg deve essere appeso in un punto visibile ed accessibile (in genere accanto alla porta d’ingresso nel locale), mentre una buon ventilatore elettrico (collocato a muro o a vetro) aspira vapori e fumi. È bene disporre di un potente aspiratore con cui tenere costantemente puliti, da trucioli ed altri scarti di lavorazione, il banco, il pavimento e gli attrezzi. Non devono neanche mancare nella dotazione generale del laboratorio, alcuni indumenti per sicurezza. 

Indumenti di sicurezza 

Innanzitutto gli occhiali protettivi in policarbonato da indossare tutte le volte che eseguite un lavoro in cui si produce una proiezione di schegge, trucioli, scintille ecc. Poi i guanti protettivi: le mani vanno sempre difese: le prime volte, soprattutto nei lavori più minuti, vi troverete impacciati con i guanti ma non toglieteli: insistete, dopo qualche tempo acquisirete una buona sensibilità e riuscirete a lavorare sempre con i guanti. Vestitevi con una tuta resistente o anche con indumenti vecchi e smessi ma fate attenzione che non abbiano maniche svolazzanti, baveri sporgenti, cravatte, in quanto sono pericolosi perché potrebbero essere afferrati da utensili in movimento. Durante la molatura e la smerigliatura dei metalli, e anche durante la saldatura, copritevi il capo con un berretto che scenda anche sopra alla fronte. Proteggete attentamente le vie aeree durante le lavorazioni con produzione di fumi, esalazioni, vapori o polveri. A questo scopo utilizzate le pratiche mascherine da porre davanti alla bocca ed al naso. Queste mascherine sono del tipo usa e getta: non devono essere usate a lungo.