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Un pergolato può sembrare più adatto ad una villa signorile che non ad una abitazione normale. Ma si tratta solo di una struttura aperta destinata a sostenere delle piante rampicanti, appoggiata ad una parete della casa, o posta in giardino, dove può servire anche a creare un centro di interesse, oppure a dividere due zone: per esempio un prato dall‘orto. Se è costruito su un lato della casa, può contribuire a nascondere un muro di aspetto poco soddisfacente, oppure conferire ad un terrazzo un senso di maggiore intimità. Generalmente è proprio sui terrazzi che viene costruita la maggior parte dei pergolati: è sempre un piacere, nelle calde giornate estive, poter pranzare all’aperto, ma riparati dai raggi del sole. 

La scelta dei materiali

Se avete deciso di costruire un pergolato, dopo averne stabilito la posizione, dovete definirne le caratteristiche costruttive e scegliere i materiali. Potete anche realizzarlo con una struttura mista, in legno, ferro e muratura: ma, sia per ragioni di economia, sia per il suo aspetto più “naturale”, viene quasi sempre utilizzato il legno. I dettagli costruttivi sono legati al materiale scelto: tenete presente, però, che anche se il progetto di un pergolato può darvi la possibilità di esercitare la vostra immaginazione, non potete trascurare lo stile e le caratteristiche della casa e del giardino. 

Ricordate che un pergolato serve soprattutto come sostegno di piante rampicanti, il cui fogliame coprirà la maggior parte della struttura, nascondendola. Prevedete perciò una struttura robusta e semplice, senza fronzoli inutili. Sotto il pergolato devono poter stare in piedi anche le persone di altezza superiore alla media:i rami e foglie possono sporgere di qualche decina di cm. Se avete optato per una struttura in legno, dovete decidere che forma e aspetto dovranno avere le travi e i sostegni. Un pergolato eretto in giardino potrà avere un aspetto rustico, accentuato dal legname rozzamente squadrato, recante ancora parte della corteccia.

La struttura portante

Anche se un pergolato può avere la forma che più vi piace, è normale (perché più facile da costruire) che sia una specie di tunnel rettangolare. Perciò, se volete realizzare un tipico pergolato libero (cioè non appoggiato a una parete) la sua struttura portante sarà costituita da una serie di “portali” posti ad intervalli regolari; ogni portale essendo composto da due sostegni verticali infissi nel terreno per 70 - 80 cm, collegati, ad almeno 2 m di altezza, da una traversa orizzontale. Questa traversa non deve sorreggere nessun carico: perciò può essere tenuta in posizione con una legatura di filo di ferro, oppure con chiodi o bulloni zincati. Dipende solo da come volete rifinire il vostro lavoro. Dopo avere eretto i “portali”, la struttura del pergolato va completata con quello che si potrebbe chiamare il “tetto”: cioè il leggero reticolato adatto a fornire un sostegno orizzontale ai rampicanti. Potete usare filo di ferro zincato o plastificato, listelli di legno, o l’apposito traliccio, in vendita nei negozi specializzati in materiali da giardino. I listelli di legno e il traliccio contribuiscono a rinforzare la struttura, migliorandone la stabilità; il filo di ferro no.  Se decidete di usare il filo di ferro, il modo migliore di tenderlo consiste nell’usare viti o bulloni ad occhiello, fissati alle traverse orizzontali poste alle estremità delle strutture (vedi sequenza fotografica). Naturalmente i sostegni verticali di queste traverse dovranno essere particolarmente ben piantati, o, meglio ancora, rinforzati con saette poste in diagonale, per evitare che vadano fuori squadra sotto la tensione dei fili. Il vostro pergolato durerà molti anni se sceglierete accuratamente il tipo di legno e il sistema di giunzione fra i ritti e la trave orizzontale. I disegni e le sequenze fotografiche illustrano i dettagli indispensabili per realizzare un pergolato di notevole durata. Naturalmente non dovete pensare che possa durare una vita; assicuratevi però che i pali siano ben piantati nel terreno, e applicate al legno almeno due mani di impregnate per esterni. I chiodi dovranno essere zincati, o di acciaio inossidabile, e il filo di ferro sarà zincato, o plastificato della migliore qualità. La solidità del vostro pergolato sarà garantita per lungo tempo solo se i pali saranno piantati nel terreno a regola d’arte, per almeno 70 cm.

Piantare e proteggere i pali

La preparazione dei fori è un lavoro faticoso e affatto piacevole: se sono più di dieci è il caso di prendere in affitto l’apposito apparecchio a motore (la mototrivella) che si comincia a trovare anche in Italia. Altrimenti potete impiegare dei supporti metallici, da piantare nel terreno con la mazza.  Il sistema tradizionale prevede di mettere una grossa pietra sul fondo dello scavo, per facilitare il drenaggio. La base dei pali è particolarmente soggetta all’attacco dell’umidità: perciò, prima di piantare il palo, impregnatela protettivo antimuffa, o di altro prodotto efficace contro la putrefazione. Tutta la struttura va protetta contro l’umidità e l’attacco degli insetti: perciò è bene, dopo aver tagliato tutti i componenti, trattarli con l’impregnante, e montarli solo dopo un giorno o due, quando l’impregnante è essiccato. 

*L’impregnante da usare dipende anche dal tipo di legno che avrete scelto: per il cedro rosso, ad esempio, (che è uno dei legni più adatti per costruzioni dall’esterno, perchè la notevole quantità di resina che contiene lo rende particolarmente resistente) si deve usare un protettivo speciale, che ne preserva anche il caratteristico colore.

Se preferite l’aspetto rustico, e volete usare come pali dei tronchi ancora rivestiti della loro corteccia, la vostra scelta sarà molto limitata, perchè sono poche le essenze adatte a resistere in queste condizioni. La corteccia fornisce al legno una protezione naturale: perciò dovete trattare con impregnante solo le due estremità segate dei pali. Potete anche fare a meno dell’impregnante, limitandovi a carbonizzare la superficie dei tagli con la fiamma della torcia a gas. 

Un ottimo sistema per proteggere la parte interrata dei pali consiste nel fondere dei pezzi di bitume in un secchio (per mezzo di un fornello a gas e spalmare con il bitume liquido le parti inferiori dei pali. Prima di procedere all’interratura bisogna lasciar raffreddare ed indurire il bitume. 

Se come pali decidete di usare travi squadrate, potete scegliere tra molte essenze: oltre al cedro rosso, è particolarmente adatto il larice, e vanno bene anche la quercia e il pino. Larice e quercia resistono bene agli agenti atmosferici, ma sono cari e duri da lavorare. Perciò viene usato quasi sempre il legno più facilmente reperibile e più economico: il pino o l’abete. In questo caso vale al pena di proteggerlo con un impregnante che, oltre a proteggere il legno, gli dia anche un colore più scuro. * Se usate travi squadrate potete adottare un sistema di collocazione dei pali, molto sicuro. Tagliate dei profilati quadri di sezione interna uguale quella dei pali e conficcateli nel terreno (potete anche cementarli) per una profondità di circa mezzo metro. Quindi, con raspa e pialla, sagomate le estremità inferiori dei pali che, dopo aver trattato con impregnante, conficcate con colpi di mazza (vedi sequenze fotografiche).

Soluzioni varie 

Se decidete di appoggiare il pergolato a un muro della casa (che resta la posizione migliore se il giardino è piccolo), non perdete di vista il problema della sicurezza. Oltre ai rampicanti, possono salire sui pergolati i ladri: perciò installate delle chiusure o dei dispositivi di sicurezza alle finestre del primo piano che diventano più facilmente accessibili.

Un altro fattore da considerare, nella scelta della posizione del pergolato, è quello della luce: se vengono coperte delle finestre al piano terreno si rendono buie le camere che ricevono luce solo da quelle finestre. In questo caso si può rimediare con una scelta oculata dei rampicanti. In modo che almeno in inverno attraverso il pergolato possa passare una certa quantità di luce. 

 Se volete che anche d’inverno il pergolato non sia del tutto spoglio, potete piantare insieme specie sempreverdi e a foglie caduche: la scelta è molto ampia.