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Il legno deve sempre venir trattato in superficie in modo da essere difeso dall’aggressione aggressione dell’umidità dell’aria, dai parassiti, dagli infestanti e da ogni altro elemento che può in qualche modo aggredirlo e danneggiarne o farne marcire le fibre.

I trattamenti di protezione del legno sono numerosissimi in quanto variano a seconda che il legno debba rimanere all’aperto o al chiuso e, in questi ambiti, i trattamenti differiscono ulteriormente a seconda del tipo di legno da trattare e dell’oggetto che deve essere protetto (mobili, rivestimenti, strutture portanti ecc.).

• Inoltre il trattamento superficiale del legno ha l'importante funzione di conferire ad esso un aspetto particolarmente gradevole in quanto ne vivacizza la tonalità, dà ad essa una notevole profondità e brillantezza e ne valorizza venature e fiammature.

Trattamenti in esterno 

Il legno destinato a permanere all’esterno è certamente più soggetto alle aggressioni da parte di umidità e agenti infestanti di quello che deve rimanere al chiuso.

In particolare il pericolo maggiore deriva dall’acqua piovana che, bagnando il legno e penetrando nelle fibre, causa rigonfiamenti con conseguenti spaccature e fenomeni di marcescenza. Il prodotto più importante con cui si deve trattare il legno, è il protettivo impregnante.

• Si tratta di un liquido a base sintetica che deve essere applicato sul legno ben pulito prima della sua messa in opera in esterno. In genere si devono applicare almeno tre mani di impregnante.

• La prima mano deve essere diluita al 50%,  la seconda mano deve essere applicata a distanza di almeno 24 ore ed essere diluita del 25%, mentre la terza mano deve essere applicata dopo 36 ore e può essere costituita da impregnante puro.

• Esistono impregnanti che hanno anche la capacità di otturare completamente i “pori” del legno (piccolissime e fitte aperture che permettono al legno di ricevere umidità dall’esterno).

• Se utilizzate uno di questi potete passare alla fase successiva, altrimenti dovete, prima di procedere, applicare una mano di fondo “turapori” trasparente che svolge l’importante compito di sigillare il legno. È essenziale, a questo proposito, assumere complete e chiare informazioni sui materiali presso il negozio in cui vi servite. 

Con questo trattamento si può avere una discreta sicurezza sul fatto che il legno verrà protetto per alcuni anni.

Se il legno deve venire a contatto con il terreno questo trattamento può non essere sufficiente: è anche necessario rivestire tutta la parte che va inserita nella terra (ad esempio i pali di una palizzata o di un berceau) per mezzo di un materiale bituminoso.

In commercio vi sono diverse pitture a base di bitume (catramine ecc.) che vengono applicate a pennello in più mani e sono in grado di creare una barriera impermeabile che impedisce l’ingresso dell’umidità.

• Quando applicate questo materiale risalite lungo l’elemento di legno fino ad alcuni centimetri fuori terra in quanto anche la zona nelle immediate vicinanze del terreno è soggetta a forti aggressioni da parte dell’umidità. 

Vernici e pitture 

Quando il legno è trattato con impregnante può essere lasciato così oppure ulteriormente rifinito in modo da risultare esteticamente più gradevole.

L’unica regola da rispettare è quella di utilizzare sostanze di copertura il cui diluente sia compatibile con quello dell’impregnante (chiedete informazioni al momento dell’acquisto).

• Le strade possibili sono due: lasciare visibile la venatura del legno oppure pitturare il legno con una pittura coprente. Nel primo caso potete applicare sul legno una vernice trasparente (ve ne sono di moltissimi tipi sul mercato) che crea sul legno stesso una pellicola molto dura e resistente che lascia vedere la venatura del legno e ne esalta la bellezza. Le vernici possono essere trasparenti incolori oppure trasparenti mordenzate.

• Usate il tipo incolore se il legno da trattare ha già un bel colore e delle venature evidenti; potete invece usare una vernice mordenzata (cioè che attribuisce al legno una colorazione più scura) se il legno è pallido e avete intenzione di marcarne e sottolinearne la presenza. Tenete comunque presente che l’esposizione alla luce ed il passare del tempo all’aperto scuriscono notevolmente il legno.

• Tutte le vernici (mordenzate e non) sono prodotte nelle versioni lucida o semilucida (satinata) a seconda dell’aspetto finale che si vuole dare al legno. La vernice lucida, con il passare del tempo diventa leggermente opaca, e dopo alcuni mesi di esposizione all’aperto è come se fosse stata trattata con vernice satinata. 

La verniciatura 

Potete eseguire l’applicazione dell’impregnante e quella delle vernici o delle pitture sia con il pennello sia con pistola a spruzzo.

Se l’applicazione avviene con pennello è più facile che l’azione delle setole sollevi la lieve peluria di piallatura presente sul legno, pertanto, dopo l’asciugatura dell’ultima mano di impregnante e prima di procedere con la verniciatura, dovete carteggiare finemente e attentamente tutta la superficie con carta smeriglio di grana piccola (numero 280-320).

• Pulite poi con uno straccio umido tutta la superficie e lasciate asciugare prima della applicazione della vernice. Anche durante l’applicazione della vernice possono avvenire degli inglobamenti di pulviscolo di legno o di altro genere per cui la vernice risulta leggermente granulosa e rilevata in diversi punti.

• Prima di procedere all’ultima mano di vernice è consigliabile effettuare una ulteriore e accurata carteggiatura con asportazione totale del polverino. Così facendo il risultato di verniciatura sarà una superficie perfettamente lucida, liscia e piacevole al tatto. 

La pittura 

In alternativa alla verniciatura, e soprattutto quando il legno non è particolarmente valido esteticamente o addirittura quando si è dovuto procedere a delle riparazioni su di esso con stuccature o con altri interventi, è conveniente proteggere il legno con pittura coprente.

Il procedimento ricalca esattamente quello già indicato per la verniciatura, con un’unica avvertenza. In commercio esistono pitture il cui solvente è la trementina (acquaragia o di tipo sintetico) oppure a base di nitro.

• Se si applica su un legno trattato con impregnante sintetico una pittura a base di nitro si otterrà un rigetto completo della pittura che non aderirà al supporto e si sfoglierà in brevissimo tempo.

• Fate quindi attenzione(come già ricordato al capitolo delle vernici) al fatto che è necessario utilizzare una pittura che abbia come solvente lo stesso solvente dell’impregnante di protezione. 

Trattamenti in interno 

La finitura del legno destinato a rimanere all’interno è considerevolmente diversa da quella da effettuare sul legno in esterno.

Innanzitutto la difesa contro umidità ed insetti nocivi, pur dovendo sempre essere effettuata, non è necessario che sia così approfondita come quella per il legno in esterno.

• Lo scopo della finitura è, soprattutto, quello di renderlo particolarmente valido esteticamente e piacevole al tatto in quanto dovrà costituire mobilio o rivestimenti che vengono a contatto frequentemente con le persone. 

La mordenzatura 

Se il legno non ha già un bel colore è senz’altro conveniente “mordenzarlo”, cioè trattarlo con una tinta più o meno scura che penetra nel legno e tinge le fibre in modo che quando il legno verrà successivamente trattato, le fibre stesse risaltino in modo particolare. 

I mordenti sono di tre tipi: all’acqua, all’alcol ed ad olio. Tutti si trovano in commercio sotto forma di granuli o scaglie e devono essere sciolti nel loro solvente secondo le proporzioni indicate sulle confezioni.

• L’applicazione del mordente si effettua a pennello esattamente come una normale pittura. Se il legno non è particolarmente poroso utilizzate il mordente ad acqua (a base di anilina) che è più facile da preparare e da applicare.

• Stendete una mano su tutta la superficie e, se volete maggiormente scurire il legno, applicate delle mani successive. Se il legno, invece, è molto poroso conviene utilizzare un mordente all’alcol o all’olio in quanto quello all’acqua rischia di far rigonfiare la parte superficiale del legno.

• Il mordente ad alcol asciuga rapidamente e dovete fare attenzione a non accavallare troppo le passate altrimenti si formano delle strisce scure. Il mordente all’olio è molto penetrante anche in legni poco porosi ed asciuga lentamente. È facile da stendere ed ha un risultato di notevole bellezza. 

Protezione con vernice 

Il legno, dopo essere stato carteggiato e spazzolato, deve essere trattato con un turapori in modo che i pori presenti in superficie vengano otturati per poter procedere con una finitura più uniforme. 

Dopo l’applicazione del fondo procedete ad una lievissima carteggiatura che spiani ulteriormente la superficie del legno. A questo punto avete diverse strade.

• Se si tratta di un rivestimento in legno (pannelli ecc.) è conveniente trattare la superficie con una vernice trasparente satinata che si trova in commercio anche di tipo all’acqua, in modo che sia completamente atossica e durante l’asciugatura non rilasci i vapori sgradevoli che invece emettono le vernici a solvente.

• La verniciatura può essere applicata in due o tre mani successive intervallando tra la prima e la seconda mano con una leggera carteggiatura. 

Se invece si tratta di un mobile è conveniente procedere ad una ceratura che è un operazione molto semplice e dà ottimi risultati estetici. 

La ceratura 

Si tratta di applicare, con una spatola a setole abbastanza fini ma non troppo deboli, della cera d’api su tutto il legno tamponandolo leggermente, quindi sempre con la spazzola allargate lentamente la cera e lasciatela asciugare.

Dopo circa un giorno passate sempre la spazzola con maggiore velocità ottenendo una prima lucidatura del mobile. Dopo un paio d’ore strofinate tutta la superficie con un panno di lana morbido con movimenti alternati lungo le fibre del legno.

• Otterrete, in breve tempo, una finitura molto elegante ed una lucentezza particolare. La finitura a cera può essere rinfrescata ogni anno con una applicazione di cera sempre con la spazzola o direttamente con uno dei prodotti di lucidatura dei mobili sempre a base di cera. 

La gommalacca 

In alternativa alla cera è possibile rifinire il legno per mezzo di una particolare sostanza: la gommalacca. 

La gommalacca è reperibile in scaglie o granuli che devono essere sciolti in alcol a 95 gradi nella proporzione di 750 grammi di gommalacca in 1 litro di alcol. Lasciate sciogliere per bene la soluzione per 24 ore e quindi potete applicarla sul legno ben pulito.

• Effettuate l’applicazione per mezzo di un tampone. Si tratta di un batuffolo di cotone inserito in una piccola pezzuola di lana a sua volta posta all’interno di un vecchio fazzoletto di lino o di tela. Il cotone viene imbevuto della gommalacca e quindi racchiuso nella lana e nel lino realizzando una specie di sacchetto che impugnate come una mano.

•Passate questo tampone sulla superficie del legno con passaggi paralleli e regolari. Il liquido attraversa i vari tessuti e si deposita uniformemente sul legno. La gommalacca asciuga rapidamente e dovete fare attenzione a non passare due volte su uno stesso punto prima che la mano precedente sia asciugata.

• Ad ogni mano la finitura del mobile risulta più scura: potete applicare il numero di mani che desiderate per ottenere la gradazione voluta. La finitura a gommalacca non è delle più facili da effettuare e comporta l’esecuzione di alcune prove ma è senz’altro quella che dà il miglior risultato e che risulta più adatta per mobili ed arredi di un certo pregio. 

Pittura del legno 

Quando il legno non presenta una superficie particolarmente interessante ma è invece ricco di nodi oppure di fessure che sono state riparate con stucco ed altri sistemi è necessario procedere alla pitturazione con una pittura coprente.

Le fasi del lavoro prevedono una carteggiatura molto accurata di tutta la superficie: ricordate di asportare sempre accuratamente il polverino di carteggiatura per mezzo di uno straccio umido.

• Sulla superficie del legno dovete poi applicare una mano di fondo (cementite) che ha la prerogativa di livellare le imperfezioni del legno entrando nelle fessure più piccole e facendo in modo di otturare eventuali scheggiature ed aperture rimanenti.

• Quando questo fondo è completamente asciugato e ben indurito deve essere accuratamente carteggiato con una carta abrasiva di granatura molto fine (numero 400 o 800). Potete, a questo punto, passare alla pittura vera e propria. In commercio sono reperibili pitture di diverso genere e di diversa qualità.

• Le più diffuse sono quelle a base sintetica oppure quelle che hanno come diluente l’acqua. In generale negli interni è conveniente utilizzare questo secondo tipo di pittura in quanto è molto più pratico da impiegare perchè deve essere diluita solamente con semplice acqua e i pennelli e ogni altro attrezzo che viene a contatto con la pittura vengono lavati sotto il rubinetto. Dopo aver diluito la pittura secondo le proporzioni indicate sul barattolo intingete il pennello fino a circa metà e lasciatelo sgocciolare prima di iniziare le passate sul legno.

• Eseguite passate lente e parallele in modo che la pittura venga stesa uniformemente. Non ripassate su una pennellata appena applicata ed evitate di formare gocciolature. In genere è conveniente pitturare su elementi in orizzontale per cui se si tratta di finestre e porte o altri infissi che sono mobili è certamente conveniente toglierli dalla loro sede e posizionarli su un paio di cavalletti. Quando la prima mano è completamente stesa ed asciutta passate ad una seconda mano che potete applicare meno diluita della prima in modo da realizzare una superficie pitturata molto compatta e continua.

• Al termine del lavoro dovete lavare tutti gli attrezzi e ogni altro oggetto che è venuto a contatto con la pittura. Se la pittura è a base sintetica è necessario inumidire uno straccio di solvente e quindi pulire i vari attrezzi mentre i pennelli devono essere lavati in un barattolo in cui avrete collocato metà solvente e metà acqua.