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Oggi nemmeno le cucine più originali presentano mobili e pensili che richiedano giunzioni complicate e faticosi lavori di carpenteria. Una volta tolti i piani di lavoro e aperte ante e sportelli, si scopre che sono fatti semplicemente da una “scatola”, quasi sempre in truciolare bilaminato (in resina melamminica o materiale simile) la cui costruzione non presenta la minima difficoltà.

 

Il progetto

Anche se in commercio vi sono numerose offerte di cucine complete per le più diverse esigenze, è certamente affascinante affrontare da soli la costruzione. Ma per farlo, oltre alle ovvie conoscenze tecniche che bisogna possedere, è anche necessario avere ben chiare quali sono le esigenze di arredamento di una cucina. In altre parole è necessario stendere un accurato progetto sia delle disposizioni dei vari componenti sia dei loro volumi, tenendo conto delle dimensioni e della forma della stanza. Ecco alcuni dati ed alcune regole cui ispirarsi. 

 

Le attività di cucina

In cucina si svolgono quattro distinte attività: la conservazione dei cibi, la loro preparazione, la cottura e il servizio per portarli in tavola.

La conservazione dei cibi comprende la dispensa ed il frigorifero. La loro preparazione si svolge attorno al lavello e sui piani di lavoro adiacenti: stoviglie e i vari utensili è bene che siano collocati a breve distanza.

Quando si arriva alla cottura, l’elemento centrale è ovviamente la cucina (a gas o elettrica) e le pentole devono trovarsi nelle immediate vicinanze.

Il servizio, cioè la preparazione dei piatti da portare in tavola, si svolge su un piano di lavoro, non distante dai fornelli. 

 

La disposizione

L’efficienza di una cucina dipende dalla facilità con cui consente, a chi vi lavora, di muoversi e di spostarsi da un punto all’altro.   La sistemazione ideale va realizzata a seconda della forma del locale e della posizione della porta. Anche se per la stanze, di qualsiasi dimensione, c’è una gamma infinita di soluzioni, per la cucina vi sono soltanto tre ipotesi di base possibili: quella frontale (o a elle), quella a U e quella a corridoio, e raramente si può scegliere quella che si vuole. Per decidere quale è la sistemazione più razionale bisogna partire dal lavello. Nella maggior parte delle case questo si trova su un muro esterno, o su una parete spessa attrezzata con tubi. In molte abitazioni dall’altra parte del muro è situato il bagno, per evidente economia dell’impianto idrico. Il lavello sara l’arbitro della situazione e condizionerà il progetto. L’altro elemento cardine è la cucina che dovrebbe essere affiancata da uno o due piani di lavoro. In ogni caso essa è distanziata dal lavello con un piano di lavoro perché spesso occorre mettere qualcosa proprio lì. 

Una volta sistemati questi due elementi principali, potete mettere tutto attorno gli altri, sempre tenendo presente lo svolgimento del lavoro.   Gli armadietti alti andrebbero situati in un angolo, in fondo a una parete, in modo da non interrompere il piano (o i piani) di lavoro. Questo vale anche nel caso in cui abbiate il forno separato dal piano cottura e quando il forno è collocato in un mobile alto, perché non abbisogna dell’attenzione costante che richiede invece il piano cottura.

Se per una ragione qualsiasi, dovete includere nel vostro progetto, elementi di diversa altezza, cercate di non dover cambiare livello nelle vicinanze del piano di cottura: è importante poter spostare lateralmente pentole e padelle senza doverle sollevare troppo.

 In una cucina a corridoio, lavello e fornelli andrebbero sullo stesso lato, per non dover trasportare recipienti pieni d’acqua bollente da un lato all’altro della stanza.

Non importa se in una cucina a corridoio il forno si trova sulla parete opposta a quella del lavello, perché dal forno non si porta attraverso la stanza un recipiente pieno d’acqua che bolle.

 

Le dimensioni

Una considerazione importante è l’altezza dei vari componenti. L’altezza normale per lavelli, piani di cottura e di lavoro e per tutte le altre superfici attorno alle quali si lavora in piedi, è di 90 cm. Naturalmente non è una misura perfetta per tutti, ma in linea generale rappresenta un buon compromesso. Conviene, comunque, fare qualche esperimento “ad personam”, per trovare l’altezza ideale, anziché quella approssimata, per chi deve lavorare in cucina.

La profondità standard di tutti i piani di cucina (cucina a gas o elettrica compresa), è di 60 cm, ed è valida per la maggior parte di tutti gli apparecchi: offre spazio sufficiente sul piano di lavoro e per gli armadietti sottostanti, e consente di montare sulla parete un pensile della profondità di 30 cm, senza colpirlo con la testa.

Infine, ed è il punto più importante, il piano di lavoro dovrebbe essere più lungo possibile. Salvo non abbiate una cucina davvero grande, è assai poco probabile che vi troviate ad avere molto spazio per lavorare!

Si possono usare, naturalmente, diversi materiali per costruire i mobiletti ma il più patico è senz’altro il truciolare laminato o quello impiallacciato (questo secondo tipo va verniciato per evitare che l’umidità vi penetri)

 

La struttura portante

Di solito non è pratico costruire un solo telaio che copra tutta la parete: è meglio costruire una serie di mobili più piccoli, valutando, a seconda delle vostre necessità, di che larghezza farli. Potete anche comprare antine già pronte, a persiana o a pannelli, che possono darvi un bel risultato, di ottimo aspetto e senza fare fatica. In tal caso saranno le dimensioni delle ante a determinare la larghezza dei mobiletti.

Naturalmente anche in questo vi è una certa elasticità in quanto, a seconda del modo in cui costruirete i mobili, essi potranno essere più o meno larghi, anche montando le medesime antine. Ad esempio, invece di inserire uno sportello fra le pareti laterali, potete montarlo a copertura, ricoprendo così i bordi dei fianchi, e variando la larghezza della sovrapposizione.

In alternativa potete lasciare uno spazio fra i singoli mobili (per esempio per mettervi, di taglio, dei vassoi). Lo spazio minimo è di 10cm, l’ideale è di 15cm.

 

Telaio a scatola

L’unica grossa differenza fra un mobile da cucina e qualsiasi altro mobile costruito “a scatola” è che il piano superiore non fa parte della struttura di base, ed è sostituito invece da due traverse poste in orizzontale tra un fianco e l’altro, una frontale, l’altra di fondo, irrobustite con rinforzi di plastica negli angoli. La traversa anteriore è in legno piallato da 50 x 25 mm, mentre quella posteriore è bene che sia di 50 x 50 mm, perché è destinata anche a bloccare il mobiletto contro il muro, con viti a tassello.   Applicate un dorso al mobile, inchiodando un pezzo di compensato sottile ai bordi posteriori del telaio (servirà per mantenerlo più rigido) e bloccate i pannelli sui lati mediante viti, o meglio ancora con viti speciali con bussole di plastica. Infine, installate il piano di lavoro che copra tutto il mobile che fisserete con viti passanti attraverso le traverse.

Si possono acquistare piani di lavoro già pronti, di larghezza standard rivestiti di un laminato plastico particolarmente robusto, con il bordo anteriore arrotondato che non si scheggia. 

Se usate un laminato, ricordatevi di chiedere un tipo per superfici di lavoro, non del tipo “verticale”, utilizzato cioè semplicemente come rivestimento di parti verticali, che è più sottile e meno resistente.

Naturalmente, anche per il tipo extra strong, ci sono dei limiti alla sua resistenza al calore (non potete appoggiarvi sopra, ovviamente, una pentola appena tolta dal fornello), e non potete usare un coltello da o la mannaia per lavorare senza usare un tagliere.   Qualunque sia la superficie di lavoro il piano dovrebbe sporgere di almeno 25 mm sopra gli sportelli e le maniglie dei cassetti, perché è molto più comodo. ed importante che l’acqua non sgoccioli dal piano di lavoro, altrimenti si infiltra nel bordo del truciolato e lo danneggia. 

Per lo stesso motivo conviene applicare, in fondo al piano, a contato con la parete, una modanatura in plastica o legno oppure sigillare lo spazio con un mastice al silicone. 

Vi può capitare che un pavimento ineguale renda difficile allineare a dovere i vari mobiletti. La soluzione consiste nel montare gambe con piede avvitato che può essere svitato o stretto in modo da variarne l’altezza e adattarla al pavimento. 

 

Ante e cassetti

Al momento di montare le antine, potete scegliere fra una vasta serie di cerniere. La soluzione migliore è andare da un buon negoziante di ferramenta, esaminare il materiale disponibile, e chiedere consiglio. La scelta di base è costituita dalle le cernierecon testa a incasso che permettono poggiare le ante sui bordi dei fianchi senza ostacolare l’apertura delle ante dei mobili adiacenti. Se montate l’anta “ a inserimento”, cioè fra i fianchi del mobile, vi occorrerà una striscia battiporta contro la quale chiudere lo sportello, mentre questa non serve se preferite montare le ante a filo con i bordi esterni. 

e dentro al mobile volete dei ripiani, potete collocarli o sopra listelli avvitati all’interno dei fianchi, oppure su veri e propri portaripiani, dei quali c’è una vasta scelta in commercio.

 

 Se intendete installare anche dei cassetti, potete farli scorrere su guide di legno o di plastica, o su guide metalliche munite di rotelline. Tutti questi accessori vanno avvitati ai fianchi del mobile. Per cui, se volete due o più cassetti affiancati (per esempio su un mobiletto doppio), dovete montare un divisorio verticale, sul quale poi avvitare le guide.

Quando costruite i cassetti, realizzate i frontali più larghi, che vadano a coprire i bordi dei lati; così si possono mascherare eventuali differenze di allineamento. Quando misurate e contrassegnate il frontale, fate in modo che sia perfettamente in squadra, e all’altezza giusta, in modo da arrivare al bordo inferiore del piano di lavoro, e fino a quello superiore dell’anta. Accessorio molto utili sono i cestelli in filo metallico: si possono montare al posto dei ripiani, oppure in aggiunta ad essi, e possono anche essere scorrevoli.

 

Raddoppiare i mobili

Un mobile di base può anche essere fatto doppio, con una doppia coppia di ante. In questo caso bisogna aggiungere un divisorio al centro, per dare un maggior supporto al piano di lavoro: il divisorio va intagliato agli angoli superiori perché deve entrare a incastro sotto le traverse. Un mobile doppio di questo tipo va bene sotto ad un lavello, che si può collocare in un foro apposito sul piano di lavoro. In questo caso è pratico installare un ripiano sotto al lavello, in modo da ottenere un pratico ripostiglio.

 

Altre installazioni

Se curiosate in un negozio specializzato, potete trovare un’infinità di accessori speciali con cui arricchire la vostra cucina: tavoli allungabili, assi per stirare estraibili, sbarre per asciugamani allungabili, recipienti di plastica e di ceramica per liquidi e cibi secchi come lo zucchero e riso, apriporta a pedale, utili se avete le mani impegnate, secchi estraibili per la spazzatura, oppure applicabili all’interno degli sportelli, taglieri estraibili, cassette per il pane e così via. Con questi elementi aggiuntivi potete arricchire i mobili della vostra cucina fino a renderla completamente personalizzata: un risultato che difficilmente si riesce ad ottenere con un mobilio interamente acquistato.