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Se avete intenzione di aprire una parete per ricavare una porta, una finestra o un qualsiasi passaggio tra due ambienti contigui, dovrete provvedere a sostenere la parte di muratura in mattoni sopra l’apertura, oltre a tutto il peso che vi grava sopra. 

Di solito, un’apertura del genere viene dotata di una trave orizzontale rigida, (chiamata architrave) oppure, se l’apertura è molto larga, di una putrella in ferro. Con questo sistema otterrete una apertura quadrata o rettangolare che, come elemento decorativo, non è di grande effetto. 

 

Impiego dell’arco

In passato gli archi si usavano per una serie di ragioni pratiche: erano varianti complesse ed eleganti della forma di base, in quanto con questa struttura è possibile realizzare aperture più larghe di quelle munite di architrave di legno o di pietra.

Si usavano anche insieme con architravi o in lunghi tratti di muro, per alleggerire la pressione sulle strutture. Oggi, però, con l’impiego delle putrelle in ferro e degli architravi in cemento armato, che si possono usare per anche per aprire luci molto larghe, gli archi non sono più una soluzione veramente pratica o di poco costo. Di conseguenza il loro impiego è limitato agli effetti decorativi o alle strutture minori.

 

Funzione statica

L’arco svolge il medesimo compito di un architrave, in quanto trasmette il peso della muratura sovrastante su sostegni solidi di mattoni (o altro) ai due lati dell’apertura. I singoli componenti dell’arco, di solito mattoni o blocchi di pietra naturale, vengono collocati lungo una curva fino a formare un supporto compatto e stabile.

 

Tipi di arco

Il tipo di arco da realizzare deve essere strutturato in funzione di quello che volete ottenere: un effetto decorativo oppure una struttura portante. 

Gli archi si possono usare in interni come porte, oppure per creare un’apertura di minori dimensioni (passavivande, apertura-luce cc.) in una parete. Sui muri esterni, potete costruire archi sopra porte e finestre.

 

Archi decorativi

Se deve avere un effetto puramente estetico, l’ arco non dovrà essere costituito per forza da una robusta struttura di mattoni, bensì potrete farne uno a piacere utilizzando pannelli di cartongesso, fibra o pannelli di truciolare con un bordo curvo, applicati sotto l’architrave esistente. Per la parte concava dell’arco, (l’intradosso) si può usare faesite, che si può curvare, senza minimamente alterare la struttura delle pareti. 

Naturalmente, nella rifinitura, bisogna nascondere accuratamente l’unione fra arco e parete, ma se è un lavoro fatto bene basterà tappezzarlo, o pitturarlo con una tinteggiatura da pareti. Questo tipo di arco ornamentale può essere utilizzato anche all’esterno, naturalmente con un rivestimento di intonaco per esterni.

 

Archi strutturali

Se, invece, il vostro arco deve essere parte integrale e portante di una parete, le cose si complicano notevolmente. Per questo tipo di arco, il materiale da costruzione migliore sono senz’altro i mattoni: potete lasciarli a vista, oppure rivestirli con intonaco.

 

I profili

Potete realizzare archi con profili diversi. Uno dei più comuni è il cosiddetto arco piatto, adatto per aperture attorno al metro e venti, e i mattoni, di solito di tipo speciale a cuneo, si irradiano da un punto verticale centrale, detto “chiave di volta”. 

Potete ottenere archi più larghi, allineando mattoni normali i in piedi lungo il cordolo di base di un architrave in acciaio o calcestruzzo. Se l’apertura è più larga di 1,80 m, il corso di mattoni darà l’impressione di “imbarcarsi” al centro, ma è un’illusione ottica, alla quale si può rimediare sistemando i mattoni in modo che il centro dell’arco sia più alto delle estremità di poco più di un centimetro. Ci si riesce allineando verticalmente i mattoni lungo un sostegno metallico leggermente curvo, anziché su una putrella che è rettilinea. 

I tipi più semplici di arco, che non richiedono l’uso di mattoni di forma speciale, nèi il sostegno aggiuntivo di un architrave, sono quelli semicircolari o (a” tutto sesto”) o a “sesto ribassato” (detto anche arco “scemo”)

Entrambi sono archi di cerchio. Il centro del cerchio si trova, in un arco semicircolare, lungo la linea immaginaria fra i mattoni in basso alti ai due lati dell’apertura, dove l’arco comincia a incurvarsi, e il diametro del cerchio è uguale alla distanza fra i lati dell’apertura. 

Un arco a “sesto ribassato” è un vero e proprio arco di cerchio ed è sotteso da una corda. Il centro sta più in basso, fuori dall’arco stesso, tra i pilastri. 

Dato che i mattoni usati per questi archi sono quelli di tipo normale l’effetto a cuneo necessario a trasferire il peso del muro sui sostegni laterali si ottiene mediante commessure di malta a cuneo.  Però, se volete prolungare il muro sopra l’arco, bisogna tagliare i mattoni dei vari corsi in modo che si adattino alla forma dell’arco lungo l’estradosso.

 

Costruzione dei pilastri

Le basi dell’arco debbono poggiare su sostegni solidi in mattoni, perché è su questi che viene trasferito il carico della struttura.  Se volete costruire un arco in una parete esistente, oppure se realizzate un muro nuovo contenente un arco, il peso sarà sorretto da solidi piedritti ai due lati. Ma se dovete costruire un arco libero (ad esempio come ornamento per l’ingresso di un giardino) sarà necessario costruire prima i pilastri (piedritti) ai due lati. 

Questi vanno realizzati con mattoni su una base di calcestruzzo, curando che siano perfettamente verticali e che ogni corso corrisponda a quello del pilastro opposto . 

Quando arrivate all’altezza dell’arco, dovete lasciare riposare i pilastri per almeno 24 ore, per consentire alla malta di indurirsi.

 

La centina

Gli archi a tutto sesto o a sesto ribassato, cioè quelli a semicerchio o ad arco, di solito sono costruiti sopra un supporto o sostegno di legno, chiamato centina. 

Se state realizzando un arco libero semplice fra due pilastri, potete realizzare un’armatura abbastanza leggera con due fogli di compensato tagliati nel profilo desiderato.  Collocate la centina perfettamente in piano sulle parti superiori dei pilastri. Poi potete costruirvi sopra l’arco. Se fabbricate l’arco in una parete esistente, o se costruite una parete nuova, occorrerà una centina molto più robusta ed un sostegno provvisorio per la parte di muro sopra l’apertura. Lo si può fare utilizzando sostegni metallici e traverse di puntellamento che sosterranno la parete, mentre voi costruite l’arco.

 

La costruzione

Una volta posizionata la centina, potete cominciare a collocare i mattoni dell’arco. Il modo migliore per ottenere un risultato preciso è mettere un mattone per volta, alternativamente, sui lati, per finire poi con l’inserimento della chiave di volta, il mattone centrale. 

Per mantenere costante la commessura di malta lungo tutto l’arco, sarebbe bene contrassegnare sulla centina di compensato la posizione di ciascun mattone: vi servirà da guida per il lavoro. Per questo motivo conviene fare una prova a terra, posando dei mattoni su un foglio di compensato, per vedere quanti ve ne occorreranno, ricordatevi che la commessura di malta sarà più larga, lungo la curva di estradosso (quella esterna), di quella lungo la curva di intradosso, quella della “volta” dell’arco. 

La commessura più ridotta non dovrà essere mai inferiore a 6 mm. L’arco può avere uno o più corsi di mattoni. Ma dovete fare in modo che i mattoni del secondo corso abbiano il minor numero possibile di commessure corrispondenti a quelle del corso sottostante, perché potrebbero diventare linee di frattura. Le commessure vanno sfalsate, come si fa per i muri. Rifinite le commessure col cazzuolino, mentre lavorate, finché la malta è ancora morbida.

 

La rifinitura

Una volta collocati tutti i mattoni dell’arco, potete completare il muro in cui esso va inserito, a meno che non ne abbiate costruito uno libero. Seguite la trama dei corsi usata per la parete, e tagliate a misura i mattoni, in modo che corrispondano alla curva di estradosso dell’arco. Quando l’arco è completato, lasciatelo riposare per almeno una settimana, finché la malta si è indurita e ha fatto presa, poi togliete la centina. Bisognerà raschiare le commessure dell’intradosso e rifinirle, in modo da uniformarle al resto della parete.