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Il conduttore di terra, che parte da ogni presa, deve avere sezione non inferiore a quello di fase della presa stessa. Poi, quando tutti questi conduttori sono riuniti in uno solo (ad esempio a partire dal morsetto del quadro generale) questo è formato da una trecciola di rame che non deve avere una sezione minore di 16 mmq.  Questo conduttore fuoriesce dall’abitazione (attraverso una canalina murata flessibile e perviene a una punta disperdente metallica (detta “puntazza”) che viene piantata nel terreno. Il cavo è solidamente connesso alla puntazza per mezzo di un morsetto, in modo che il collegamento elettrico sia assicurato. 

 

L’impianto di terra di una abitazione deve pervenire a un sistema di dispersione nel terreno. Si utilizza, solitamente, una lunga punta metallica che si conficca nel suolo e a cui si collega il cavo che raccoglie tutte le linee di terra delle varie prese e utilizzatori elettrici. 

Normalmente le abitazioni sono già dotate di un efficace impianto di terra, ma non è infrequente il caso in cui questa non è presente. In questa situazione non è affatto facile ovviare in quanto bisogna stendere un conduttore che colleghi tutte le prese di casa e che prosegua all’esterno. Questo intervento potrebbe essere svolto all’atto di lavori di manutenzione, oppure con l’applicazione di canaline esterne, ma scendendo a compromesso con l’estetica dell’abitazione. 

In genere è utile realizzare un semplice pozzetto (che può essere autocostruito o prefabbricato, da dotare di coperchio per eventuale controllo e ispezione. Il terreno può essere opportunamente trattato per renderlo più disperdente possibile. In questo va conficcata la punta che viene quindi collegata al cavo di terra che fuoriesce dall’abitazione.

• Dal morsetto principale, cui provengono tutti i conduttori di “terra” parte una grossa trecciola di rame che fuoriesce dall’abitazione e perviene alla punta interrata.

• Si effettua uno scavo profondo una ventina di centimetri in modo da poter realizzare un pozzetto in cui va inserita la punta disperdente. La trecciola di rame nudo può essere inserita in una canaletta flessibile o rigida, per facilitare l’attraversamento della parete esterna.

• Il pozzetto si costruisce posando un basso muretto intorno allo scavo, utilizzando mattoni pieni. Come legante si usa una malta povera, di sabbia e cemento.

Si conficca la punta nel terreno per mezzo di una mazza. Si lascia fuori terra l’occhiello metallico cui va collegata la trecciola.

• Con un morsetto si collega la treccia alla punta. Poi il pozzetto va chiuso con una lastra di metallo: Periodicamente si ispeziona e si pulisce. 

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