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Portare “la corrente” fuori dall’abitazione può essere fatto con due sistemi: con una linea aerea o con una interrata. Affrontiamo questo secondo modo, esaminando materiali e tecniche di posa.

Durante la posa o la ristrutturazione di un impianto elettrico, è spesso necessario procedere alla collocazione di condutture elettriche interrate. In questo caso bisogna affrontare il lavoro rispettando alcune regole fondamentali per quanto concerne la scelta e l’impiego dei materiali, e le tecniche di impianto. 

Occorre, innanzitutto, fare una distinzione: se l’impianto è interessato da una tensione di 220 volt è necessario stenderlo adottando determinate misure di sicurezza. Se, invece, l’impianto verrà interessato da una tensione inferiore ai 25 volt tali misure sono meno restrittive e l’impianto presenta difficoltà minori, in quanto non vi sono le medesime caratteristiche di pericolosità. 

La scelta può essere determinata sia dal tipo di utilizzatori (vi sono numerosi tipi di lampade a bassa tensione), sia per motivi di sicurezza. Affrontiamo, per primo, l’impianto alla tensione superiore. Si effettua quando è necessario alimentare punti luce con lampade a 220 volt o semplicemente per poter disporre di una presa di corrente distante dall’abitazione, per servizi diversi.

I materiali da utilizzare sono tubi rigidi o flessibili ad alta resistenza alla compressione, scatole di distribuzione del tipo ad avvitamento e sigillatura della guaina, cavi isolati ecc. L’impianto deve rispondere ai requisiti indicati dalle norme CEI e i materiali impiegati è bene che riportino il marchio IMQ (che ne attesta la rispondenza alle norme di sicurezza).

Bisogna praticare uno scavo largo una ventina di centimetri e profondo almeno mezzo metro lungo tutto il percorso. Questa profondità, abbastanza rilevante, impone un certo lavoro ma è necessaria per garantire che i cavi non vengano in alcun modo danneggiati. Sul fondo dello scavo si depositano alcuni centimetri di sabbia. 

Cavi e guaine

Il cavo isolato (o i cavi) da stendere, devono essere necessariamente inseriti in una guaina in materiale termoplastico di tipo resistente, adatta agli impianti interrati. Anche in questo caso, come per le guaine impiegate negli interni, il diametro deve essere almeno 1,3 volte il diametro del cerchio ideale che comprende il fascio di cavi.

Le guaine più indicate sono quelle dotate, alle estremità, di apposite virole filettate che si inseriscono all’interno delle scatole (di distribuzione, portafrutti ecc.) per avvitamento, con una particolare ghiera che ne blocca l’inserimento e che possono essere isolate con silicone per impedire l’infiltrazione di umidità. Stendete guaine poggiandole sul letto di sabbia. In alcuni tratti è conveniente inserire la guaina stessa all’interno di tubi in fibrocemento o plastica dura, del tipo per impianti idraulici, in modo da realizzare una ulteriore protezione contro eventuali schiacciamenti o danneggiamenti. Questa protezione è utile nell’attraversamento di vialetti d’accesso, sotto ad aiuole coltivabili o in prossimità di elementi di raccolta delle acque di scarico. In altri casi è conveniente proteggere la guaina con mattoni o coppi (o tegole) poggiati sopra un ulteriore strato di sabbia che impedisca il contatto diretto tra guaina e laterizio. 

Quando la conduttura è completamente stesa si può procedere alla copertura applicando, preventivamente, qualche centimetro di sabbia e quindi ricoprendo di terra e compattando per bene. Se la conduttura da stendere non deve raggiungere un solo punto, ma diversi servizi esterni, è necessario procedere alla installazione di una (o più) cassette di distribuzione. Il lavoro si esegue realizzando uno scavo sufficientemente ampio (almeno 50x50 cm) in modo da poter realizzare, sul fondo, una piccola pavimentazione in mattoni. Su di essa è possibile fissare, tramite un tassello a espansione (successivamente isolato con silicone), una cassetta di distribuzione, opportunamente preparata con le aperture per l’attacco delle virole isolanti. 

Eseguite il collegamento delle guaine e provvedete a erigere, intorno alla cassetta, quattro pareti, sempre in mattoni, fino a realizzare un vano sufficientemente alto in modo che la terra non raggiunga la cassetta.    Dopo aver inserito i cavi, fatto i necessari collegamenti e richiuso la cassetta (eventualmente sigillando ulteriormente il bordo con silicone) si può ricoprire la cassetta con un coperchio in metallo e depositare sopra sabbia e terra ben compattata. 

Impianto a bassa tensione

• Se si vuole avere maggiore sicurezza conviene trasformare la tensione da 220 a 24 volt in partenza, stendere la linea (che verrà interessata da una tensione di 24 volt) e ritrasformarla a 220 volt. La doppia trasformazione la si esegue con una coppia di trasformatori appositi (non “autotrasformatori” che non realizzano una separazione fisica tra avvolgimento a 220 e quello a 24 volt). Naturalmente un impianto di tal genere è piuttosto costoso, ma la sicurezza che offre può essere un elemento sufficiente per farvi decidere in tal senso. 

L’impianto viene realizzato con caratteristiche simili a quello illustrato precedentemente: la profondità può anche essere minore (dai 25 ai 40 cm) in considerazione della non pericolosità di una eventuale fuga In ogni caso le guaine devono essere protette con mattoni o tubi nei punti di maggiore sollecitazione. 

Una conduttura interrata a 220 volt viene alloggiata in uno scavo profondo almeno 50 centimetri e largo una ventina di centimetri. Sul fondo è sistemato uno spesso strato di sabbia. I cavi sono inseriti all’interno della guaina flessibile di robusto materiale termoplastico. La guaina può essere utilmente protetta da un tubo in fibrocemento oppure coperta da una serie di tegole o mattoni. L’eventuale cassetta di distribuzione viene protetta da una pozzetto in mattoni chiuso da un coperchio. Le giunzioni sono isolate con silicone. 

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