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Si può ritenere che la casa sia sufficientemente difesa contro la possibile scarica di un fulmine quando è totalmente “ingabbiata” in una struttura conduttrice, collegata con dispersori in intimo contatto con il suolo. L'impianto si realizza utilizzando particolari conduttori (tondini metallici o grosse trecce in rame) che corrono sopra il tetto, a una certa distanza da questo, le cui discese vengono collegate con l'impianto di terra.

 

Proteggere la casa dal pericolo di una scarica di un fulmine è compito dell'impianto di parafulmine 

Durante i temporali, all'interno delle nuvole, si verificano grandi concentrazioni di cariche elettriche. Per effetti induttivi, anche sulla superficie terrestre sottostante la nube si raggruppano cariche di polarità opposta e si genera un campo elettrico di elevata intensità.

Quando questa intensità, in qualche punto, raggiunge un sufficiente valore, si muove verso il suolo un flusso di cariche dal percorso tortuoso e ramificato seguendo la via di minor resistenza detto “fulmine-guida”. Quando questo è prossimo alla superficie terrestre, solitamente a partire da un elemento affusolato e sporgente (albero, camino, traliccio metallico), parte una controscarica ascendente ad alta velocità.

Questa scarica è lunga varie decine di metri e s'incontra con quella discendente.  Durante le scariche ogni oggetto eventualmente colpito è attraversato da una corrente elevatissima, anche se di brevissima durata: essa sale, nel giro di qualche decina di microsecondi, al suo valore massimo di molte migliaia di ampere (fino a 200.000) per ridursi a zero dopo qualche centinaia di microsecondi.  

La protezione degli edifici dal fulmine ha lo scopo di prevenire gli incendi e impedire danni agli impianti in essi contenuti. Proteggere un edificio è sempre consigliabile e non difficile da realizzare. La protezione si può ottenere con un impianto parafulmini, costituito da un dispositivo di captazione, da elementi di discesa e da un impianto di terra. 

Il dispositivo di captazione consente di guidare la “caduta” del fulmine su elementi in grado di sopportarne gli effetti, creando una zona di protezione che ricopra l'area e le strutture che si intendono difendere. Si può realizzare tramite conduttori e aste disposti orizzontalmente, verticalmente o variamente inclinati.  Esso può sfruttare, integralmente o in parte, sovrastrutture già esistenti: così un supporto d'antenna o una gronda metallica possono essere utilizzati come organi di captazione. In ogni caso vanno messi a terra per evitare danni agli impianti a essi collegati (televisori o radio) nel caso che vengano colpiti dal fulmine. 

L’impianto deve essere dimensionato in modo che, sollecitato dalla massima corrente prevedibile, non si riscaldi oltre la temperatura limite dei materiali interessati, né venga “scardinato” per effetto elettrodinamico. Da ultimo, l'impianto deve disperdere al suolo la corrente con idoneo materiale interrato di messa a terra.

Un impianto parafulmini si realizza creando una specie di gabbia intorno a un'abitazione per mezzo di un conduttore tondo (in acciaio rivestito con zinco, oppure interamente in rame), opportunamente distanziato dall'edificio per mezzo di particolari morsetti distanziatori che vengono fissati al tetto o alle pareti esterne.

Da questa gabbia partono delle “discese” che portano la corrente dell'eventuale fulmine verso terra, ove esso si scarica. I vari dispersori, inseriti nel terreno, possono essere, a loro volta, collegati tra loro da bandelle metalliche o da conduttori interrati. La realizzazione di tale impianto richiede, però, una valutazione che solo conoscenze tecniche specifiche consentono; pertanto è necessario rivolgersi a personale specializzato.

I collegamenti e gli allacciamenti del conduttore di captazione devono essere sufficientemente robusti, tanto da sopportare senza danno gli effetti elettrodinamici della corrente del fulmine. 

Per comignoli di altezza superiore ai 4 metri si consiglia la realizzazione di un telaio zincato e verniciato; se l'altezza è inferiore, si possono utilizzare aste di captazione che devono elevarsi di 25-40 cm oltre il comignolo stesso. 

I conduttori di captazione devono essere fissati con  appositi morsetti distanziatori, orientativamente, ogni 120 cm. Quando corrono al di sopra di coperture in materiale combustibile debbono distanziarsi da queste almeno 15-20 cm. Nel caso di tetti a ristagno d'acqua, questa distanza di sicurezza dovrà essere non meno di 6 cm dal pelo dell'acqua. 

1 - Le punte lunghe non sono vantaggiose per proteggere un singolo edificio; servono solo nel caso in cui si intenda realizzare una specie di “ombrello” protettivo per strutture adiacenti. 

2 - Le discese verso terra devono essere come minimo due per ogni edificio. In ogni caso non devono essere disposte in modo che un ostacolo improvviso possa chiudere il circuito verso terra.

Le condutture idriche e del gas presenti nell'abitazione potrebbero essere soggette a scariche nel momento in cui un fulmine colpisce l'impianto, a causa della loro vicinanza all'impianto stesso. Pertanto conviene realizzare un collegamento equipotenziale, allacciando ciascun elemento con l'impianto di terra.

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