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Un perfetto collegamento tra i vari tubi è la base di ogni buon lavoro di idraulica: quasi tutte le perdite che si verificano in un impianto provengono da giunzioni mal fatte. Vi sono diversi tipi di giunti: vediamo come si utilizzano.

Per la stragrande maggioranza dei lavori relativi alle tubazioni utilizzate in una casa, si dovranno utilizzare giunti meccanici o giunti da saldare. I giunti meccanici sono di impiego più facile, ma costosi; quelli da saldare, invece, sono molto più economici, ma la loro applicazione richiede una certa abilità e un poco di attenzione. 

Se dovete inserire un nuovo tubo in un impianto esistente, ricordatevi di controllare che la saracinesca di intercettazione (che di solito è posta subito dopo il contatore) sia stata ben chiusa, e che l’intero impianto sia stato completamente vuotato.

Prima di realizzare una giunzione, controllate che le due estremità da collegare siano perfettamente cilindriche e senza ammaccature, che non si possono togliere: non resta che eliminare il pezzo di tubo ammaccato, usando un seghetto per metalli ben tagliente, oppure un tagliature.

Le estremità dei tubi devono essere tagliate perfettamente in squadra. Se è necessario, vanno ritoccate con una lima; il taglio va poi rifinito con una lima fine (piana per l’esterno, tonda per l’interno) o con un raschietto, per togliere le bave. Se intendete realizzare una giunzione saldata le due estremità vanno pulite con tela smeriglio fine o lana d’acciaio.

Utilizzare i giunti meccanici 

Chiamati anche giunti a compressione, realizzano la tenuta comprimendo due anelli di ottone e di rame (in gergo “olive”) sulla superficie esterna dei tubi da collegare. Il giunto meccanico è facile da installare e richiede solo l’uso di due chiavi fisse o regolabili. 

È costituito da un corpo centrale, di ottone, filettato alle due estremità, e di due dadi speciali. Ruotando il dado, si comprime l’oliva contro il corpo del giunto, facendola aderire alla superficie esterna del tubo. La perfetta tenuta del giunto dipende soprattutto da una buona preparazione dell’estremità del tubo, che deve appoggiarsi esattamente al riscontro di fermo esistente all’interno del corpo del giunto: è garantito, in tal caso, che l’asse del tubo è parallelo al movimento del dado di serraggio. 

I giunti da saldare

• Un giunto da saldare è un semplice manicotto di rame, nel quale vengono infilate, e successivamente saldate, le due estremità dei tubi da collegare. È assai più semplice e meno ingombrante dei giunti meccanici, e consente di realizzare una giunzione molto robusta ed efficace. Poiché, data la sua semplicità, è molto meno costoso dei giunti meccanici, viene usato in particolar modo quando ci sono molte giunzioni da fare, oppure quando la giunzione deve essere fatta in un punto nel quale è impossibile usare le chiavi (indispensabili per il serraggio dei giunti meccanici). 

• Se due tubi di rame venissero collegati saldandoli “testa a testa”(come si fa normalmente con i tubi di ferro) la resistenza meccanica del collegamento sarebbe minima, perché l’area di contatto tra il rame e il materiale saldante è troppo piccola. 

Il giunto saldato a manicotto, invece, garantisce un collegamentomeccanicamente assai robusto, perché il manicotto stesso aumenta notevolmente l’area di contatto, e contribuisce altresì alla resistenza meccanica della giunzione. Il metallo di apporto (lega stagno-piombo, delle cosiddette saldature “dolci”) viene fuso dal calore della fiamma, e risucchiato per capillarità tra la superficie esterna del tubo e quella interna del manicotto; si combina con lo strato superficiale di rame con il quale viene a contatto, e, solidificando, collega stabilmente, e a perfetta tenuta, tubo e manicotto. Perché lo stagno “bagni” la superficie del rame, e si combini con essa, la superficie stessa deve essere ben pulita, senza tracce di grassi e ossidi. 

• L’uso dei “flussanti” favorisce l’eliminazione di eventuali tracce di ossidonon completamente asportate dalla pulitura meccanica del tubo, e la formazione di altri ossidi, provocata dalla fiamma del cannello.