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Anche il miglior rubinetto, dopo molto lavoro, comincia a gocciolare. Intervenire è molto semplice a patto di conoscerne la struttura interna

Il rubinetto che gocciola insistentemente, oltre a causare un certo fastidio, è anche fonte di danno per il lavandino o il lavabo e per il rubinetto stesso. Nell’acqua sono sempre presenti, anche se in misura diversa, sali minerali, ferro ed altre sostanze che macchiano i sanitari quando il gocciolio perdura per lungo tempo.

Se l’acqua è abbastanza dura (cioè ricca di carbonato di calcio) il costante flusso attraverso il rubinetto facilita la formazione di piccole ma resistentissime concrezioni interne che danneggiano ulteriormente il corpo. Il gocciolio è dovuto, essenzialmente, alla cattiva tenuta di una particolare guarnizione in gomma dura il cui compito è quello di interrompere il flusso d’acqua quando si ruota la manopola del rubinetto. Intervenire è facile e rapido, ma prima è necessario avere un’idea di cosa si trova all’interno di un rubinetto. 

 La struttura del rubinetto a vitone

• Anche se l’industria produce tipi di rubinetto a vite diversissimi tra loro, la struttura interna varia di pochissimo da modello a modello . Il rubinetto classico è costituito da un corpo fisso che si monta al sanitario, o al muro (a seconda che l’attacco sia orizzontale o verticale) e da un corpo asportabile, avvitato all’interno del primo.

Accedere a questo meccanismo interno è immediato nei rubinetti classici con impugnatura ad alette o a croce: basta afferrare con una chiave il corpo avvitato e ruotare in senso antiorario. Per i rubinetti moderni, invece, è necessario smontare prima la manopola superiore che copre parte del corpo fisso e nasconde il corpo mobile. Questo è costituito da un vitone cavo al cui interno può muoversi verticalmente, sempre per avvitatura, uno stelo filettato alla cui estremità inferiore è fissata la guarnizione. Quest’ultima poggia su una sede (alloggiamento) piatta e forata, da cui proviene l’acqua.

Quando il rubinetto gocciola  significa che la guarnizione non copre più completamente questa sede e l’acqua continua a passare. In questo caso si tende a stringere sempre di più la vite di tenuta ma, generalmente con scarsi risultati. 

Sostituire la guarnizione

La prima operazione che dovete compiere è quella di chiudere la valvola centrale dell’acqua o il più vicino rubinetto di intercettazione, che tolga l’alimentazione idrica all’elemento sul quale intendete lavorare. Quindi aprite il rubinetto da riparare e lasciate defluire l’acqua presente nel tubo. Lo scarico in fondo al sanitario va coperto con uno straccio in modo che eventuali componenti che sfuggissero dalle mani non vi cadano dentro. È anche bene proteggere la maiolica del sanitario con giornali o stracci perché l’accidentale caduta di un attrezzo o di un componente metallico potrebbe scheggiarlo.

Se si tratta di un rubinetto a cappuccio,in cui il vitone non è a vista è necessario toglire il cappuccio stesso. Per farlo sollevate con un caccavite (attenzione: l’ottone cromato con cui sono realizzati i rubinetti si incide facilmente) il dischetto inserito a pressione sulla sommità del cappuccio, e sul quale è riportata la lettera C o F o vi è un bollino rosso o blu. Tolto il dischetto trovate la vite che fissa il cappuccio allo stelo centrale. La si svita facilmente e la si ripone. Il cappuccio è inserito nella parte superiore dello stelo centrale: a volte questa parte è dentellata (“millerighe”), a volte è di sezione quadra.

Il cappuccio deve esserer sfilato tirando verso l’alto: solitamente questo non riesce anche a causa di piccolissime incrostazioni di calcare. Allora potete far leva tra il sanitario e il cappuccio con il manico del martetello a dare alcuni colpetti dal basso verso l’alto tutto intorno. Quando il cappuccio è estratto si presenta il vitone con un corpo esagonale o tondo ma con due parti piatte per poter essere afferrato da una chiave.

Lo smontaggio si effettua con una chiave a rullino (di tipo regolabile) con becchi paralleli. Se il corpo resiste non eccedete nello sforzo: potreste muovere il rubinetto e pregiudicare la tenuta del collegamento col tubo di alimentazione. È meglio dare alcuni colpi con la mano al corpo della chiave. Quindi il vitone si svita completamente e si estrae dalla sede.

Si vede subito se la guarnizione è in cattive condizioni, ma in ogni caso, conviene sostituirla. Essa è fissata allo stelo per mezzo di un bottoncino a pressione o (più spesso) con un dadino d’ottone. Lo svitate, togliete la guarnizione e la sostituite con un’altra. In idraulica le misure sono quasi totalmente standardizzate per cui non dovreste avere alcuna difficoltà a reperire la guarnizione del diametro appropriato, ma nel caso si trattasse di un rubinetto molto vecchio e di misure particolari, potete montare una guarnizione di diametro maggiore e poi rifilarla tutto intorno con forbici e rifinire con una raspa a denti fini. Ora, ripetendo le operazioni in ordine inverso, si rimonta il vitone ed il cappuccio.

La fresatura della sede

Se, nonostante la corretta sostituzione della guarnizione il rubinetto continua a gocciolare significa che la sede su cui poggia la guarnizione non è perfettamente piana, ma ha dei piccoli rilievi causati da depositi calcarei.

In questo caso bisogna intervenire con l’apposita fresa rettificatrice. Si tratta di un semplice attrezzo con corpo conico attraversato da un asse girevole dotato di impugnatura, alla cui estremità inferiore si monta una fresa dentata di diametro uguale a quello della sede. Questo particolare utensile è venduto in apposito kit contenenti anche frese di diverso diametro.

Dopo aver tolto il vitone inserite la fresa all’interno del rubinetto: questa, grazie al corpo conico, trova subito l’appoggio giusto. Quindi imprimete all’impugnatura alcune rotazioni in senso orario, premendo con la mano. La fresa spianerà la sede quel tanto che basta per consentire un perfetto contatto con la guarnizione. A questo punto, se il rubinetto continua a gocciolare significa che sono intervenute alterazioni strutturali (nelle filettature del vitone e dello stelo) che impongono una sostituzione radicale.