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Le lame per seghe da legno possono durare molti anni se vengono periodicamente riaffilate e stradate. È un lavoro facile ma ci vuole pazienza e precisione per ottenere un risultato soddisfacente.

Le lame per seghe da legno, nonostante siano in acciaio, si deteriorano più rapidamente di quanto si pensi. Innanzitutto non tutti i tipi di legno si tagliano facilmente: vi sono quelli estremamente compatti che offrono una notevole resistenza. Altri, invece, sono pieni di nodi che rappresentano un ostacolo non da poco. Inoltre capita, nonostante ci si faccia attenzione, di tranciare un piccolo chiodo, di piegare violentemente la lama di un segaccio o di scaldarla troppo. 

Uno dei danni maggiori, per esempio, si procura alla lama tagliando delle tavole usate per realizzare cassaforme per calcestruzzo. La lieve patina che resta sulle facce delle tavole si comporta come un potente abrasivo che spiana i denti. Tutti questi fatti contribuiscono a deteriorare la dentatura della lama che, dopo un certo periodo, non taglia più, si impunta e rischia di spezzarsi. 

• Questo vale sia per le lame di segacci, foretti e seghe ad arco, come per le lame delle seghe a nastro e circolari. Quando capita questo inconvenioente bisogna procedere ad alcune operazioni specifiche di manutenzione, che restituiscano alla lama la originaria capacità di taglio. 

La dentatura della sega manuale

Le lame presentano dentature di vario genere: la forma dei denti e la loro densità è in funzione del tipo di lama e del lavoro che essa è destinata a svolgere. 

• Il “fronte” del dente à affilato, cioè spianato in modo che i bordi siano molto netti e precisi. L’inclinaziono del fronte può essere varia: si va dai 90 gradi (cioè esattamente perpendicolare al dente), ai 45 gradi. In teoria questa angolazione dovrebbe non essere troppo diversa dall’angolo che vi è tra due denti successivi. L’affilatura, comunque, genera nel dente una punta acuminata. 

• I denti non sono tutti nello stesso piano, ma sono “stradati” cioè inclinati alternativamente verso destra e verso sinistra. In effetti non è tutto il dente ad essere inclinato, ma solo l’estremità superiore. In alcune seghe la sequenza e: un dente a destra, uno diritto ed uno a sinistra. 

• La stradatura serve a far sì che la lama, durante il taglio, scavi un solco più largo del suo spessore e quindi possa scorrervi dentro agevolmente, senza strisciare i fianchi contro il legno o, peggio, senza incepparsi. 

 Ripristinare la dentatura di una sega

Quando una lama taglia male e si inceppa in genere si combinano due difetti: l’affilatura è andata perduta e la stradatura è molto diminuita. 

La prima cosa da fare, quando decidete di intervenire, consiste nell’esaminare attentamente lo stato della dentatura. Probabilmente noterete che la punta dei denti è smussata o spianata, qualche dente potrebbe addirittura essere rotto. Traguardate la lama per il lungo, Osserverete che la stadatura è quasi nulla.

• Si tratta, ora, di ripristinare la forma originaria del dente. Per lavorare su una lama, di qualsiasi tipo, è necessario stringerla alla morsa con la dentatura verso l’alto, utilizzando due ritagli di legno che la tengano ben stretta ed evitino il contatto diretto con le ganasce della morsa. 

• Con una lima piatta dovete ulteriormente spianare i denti in modo da portarli tutti alla medesima altezza. Noterete, infatti, che i denti sono consumati in modo differente; molto di più al centro della lama che alle estremità. Naturalmente non dovete cercare di portare tutti i denti al livello del più basso perchè questo potebbe essere addrittura spezzato e rovinereste la lama. Tenetevi su una altezza media eventualmente non considerando alcuni denti (ma non più del 5%) troppo bassi. 

• Ora, con una lima triangolare di adeguate dimensioni, lavorate nella gola tra dente e dente in modo da asportare metallo sia verso il basso sia verso il dente stesso. Così facendo la spianatura della punta man mano diminuisce e la punta si riforma. È un lavoro paziente: la lima va tenuta a 90 gradi rispetto alla lama e azionata con moto uniforme. Fate prima una passata su tutte le gole, poi un’altra finchè le punte non siano vive. Attenzione: in questa fase non preoccupatevi dell’affilatura del fronte dei denti, che eseguirete in un secondo momento.

 La stradatura 

Quando il dente è ricostituito si passa a ripristinare la stradatura. Per fare questo lavoro si usa la pinza allicciatrice

• Si tratta di una pinza le cui ganasce sono dotate di regolazioni a vite che permettono di predeterminare l’inclinazione del dente e la profondità a cui questo viene afferrato. La pinza viene posizionata sul dente e quindi stretta: le ganasce provvedono a inclinare i denti. Lavorate prima da una parte, su un dente si ed uno no, poi girate la lama e ripetete l’operazione sui denti rimanenti. 

• L’angolo di stadatura può essere rilevato dai denti che erano meno consumati ed aumentandolo leggermente. Non date troppa stradatura altrimenti la sega non penetrerà facilmente nel legno.

• Esiste anche l’allicciatore a paletta ma non è molto conveniente per chi non è esperto in quanto i denti vengono inclinati a mano libera e questo presuppone una certa capacità.

L'affilatura

 A questo punto potete passare all’affilatura vera e propria. 

Si tatta di lavorare ancora sul fronte dei denti ma non tenendo più la lima triangolare a 90 gradi rispetto alla lama, bensì ad un angolo uguale a quello tra due denti consecutivi. In caso di dubbio tenete la lima inclinata di 60 gradi: un'angolazione adatta alla maggior parte dei denti delle normali seghe. 

• Questo lavoro, al contrario della precedente limatura, non deve essere particolarmente prolungato: bastano due o tre colpi di lima per dente. 

La sega, a questo punto, risulta ben riaffilata e stradata. Prima di riporla potete passare sui suoi fianchi una scaglia di sapone asciutto che faciliterà lo scorrimento, quando ne avrete bisogno. 

 ll sistema descritto è valido anche per le seghe circolari a dentatura normale. Quelle con dente e becco di civetta (con incavo tondo scaricatruciolo) abbisognano di un lavoro un poco più accurato, per non deformare la sagoma del dente Le lame con denti riportati in Widia (carburo di tungsteno) non possono invece essere riaffilate con i metodi tradizionali: è necessario affidare il lavoro ad officine specializzate.

• Le lame per seghe a catena hanno denti molto particolari. Per la riaffilatura esistono speciali guide per la lima (che è tonda).