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Con il termine generico di “legni artificiali” comprendiamo il multistrato, il truciolare e il listellare, nonché le loro moderne derivazioni (MDF). Vediamo quali sono le caratteristiche di questi prodotti. 

 

Il multistrato

Estremamente facile da lavorare e pratico per la costruzione di mobili leggeri e di strutture varie, è formato dalla sovrapposizione di più strati di fogli molto sottili (i “piallacci”) incol­lati a pressione con particolari adesivi molto tenaci. 

In questo modo il multistrato (definito anche “compensato”) assume una notevole robustezza e un’ottima flessibilità in ogni dire­zione, in quanto non vi è una venatura preferenziale. 

I piallacci hanno spessori variabili che vanno da 0,3 a 2 millimetri, a seconda che il legno utilizzato sia tenero o duro. I piallacci vengono utilizzati in strati dispari con le fibre disposte in direzioni alternate. Gli spessori che si raggiungono con il multistrato vanno da un minimo di 3 o 4 millimetri ai 30 - 50 millimetri per i tipi più robusti. 

La lavorazione

Lavorare il multistrato è molto semplice ma bisogna adottare alcuni accorgimenti. Il taglio e la foratura non presentano alcuna difficoltà ma le superfici esterne rischiano di risultare leggermente sfrangiate. 

Conviene sempre intervenire con carta vetro e, per correzioni più fini, con una raspa a denti sottili. 

Mentre le facce sono lisce, il bordo del multistrato presenta l’inconfondibile traccia a strati dei fogli di piallaccio. Questo fatto, irrilevante per i bordi che non sono a vista, crea dei problemi in una struttura finita. Per ovviare si può ricoprire il bordo con un bordino che si può applicare molto rapidamente. 

Costruire con il multistrato

L’assemblaggio col multistrato si effettua con colla (vinilica o a caldo) o con viti da legno. Se si impiegano le viti bisogna fare atten­zione che esse non oltrepassino la metà del secondo multistrato, per non creare possibili indebolimenti della sua superficie. Le viti possono essere stabilizzate saldamente con colla a contatto.

Le finiture

La finitura del multistrato (solo su quelli impiallacciati con legno pregiato) si effettua con verniciatura alternata ad accurata levigatura. I tipi di qualità inferiore ricevono una mano di fondo che riempie eventuali irregolarità, seguita da una carteggiatura. Poi si passa all’applica­zione di due mani di pittura. In ogni caso dovete ricoprire il multi­strato in modo da difenderlo dagli agenti esterni, sempre dannosi alla stabilità del legno lavorato. 

Il truciolare

Questo “legno ricostituito”, disponibile in pannelli di varia dimensione, permette di realizzare molte costruzioni, dai mobili ai rivestimenti, con facilità e notevole risparmio. 

La composizione

Si tratta di un particolare impasto di trucioli di legno con resine e colle molto tenaci, posto in grandi presse che lo rendono compatto e rigido. Viene venduto sotto forma di pannelli dalle misure anche molto ampie e di spessore variabile tra i 7 e i 28 millimetri. Il truciolare permette di realizzare schienali,  pareti di mobili e altre ampie superfici in un solo pezzo, senza dover procedere a lunghe lavorazioni di accostamento di tavole. 

Le superfici a vista del truciolare possono essere già impiallacciate con essenze pregiate ma possono essere anche vergini e impiallacciate in seguito. 

Costruire con il truciolare

Il truciolare, che come si è detto, è un materiale estremamente pratico, presenta alcuni limiti d’impiego. 

Non lo si può usare all’aperto in quanto è molto poroso e assorbireb­be in breve tempo l’umidità dell’aria, gonfiandosi, sfaldandosi e marcendo.

L’unione del truciolare con altri elementi dello stesso materiale o con altri legni deve avvenire secondo certe tecniche per evitare rotture o sbriciolamenti. 

L’unione si può effet­tuare per mezzo di incollaggio, ma conviene sempre rinforzare l’unione con viti. 

Ciò è dovuto al fatto che il truciolare non riceve bene i chiodi, perché l’impasto non è elasti­co e il chiodo non viene sufficientemente bloccato. Si utilizzano, invece, apposite viti per truciolare che sono simili alle classiche viti autofilettanti.

Per inserire queste viti non è necessario effettuare un foro d’invito, se si tratta di piccoli diametri, mentre per misure superiori (oltre i 3/4 mm) conviene effettuare un foro di metà diametro rispetto a quello della vite. 

Quando si devono praticare fori in prossimità del bordo di un pannello, con­viene adottare un accorgimento: tenersi abbondanti nel taglio del pannello, segnare la linea del bordo definitivo, fare i fori e rifilare in un momento successivo, per evitare rotture. Il truciolare non deve essere trattato con pitture o vernici in quanto il suo compito è “strutturale” e non estetico. Ma, se è necessario, si può pitturare con smalto.

MDF

Si tratta di un materiale molto compatto che può essere lavorato come se fosse legno (a differenza del truciolare): quindi può essere fresato e intagliato senza il rischio di sbriciolature. 

Con MDF si identifica un tipo di pannello costituito da finissima fibra di legno legata con collanti molto robusti. Stabile e omogeneo, si presta a costituire pareti di mobili, piani e ogni altra costruzione, grazie anche al fatto di essere poco sensibile all'umidità. 

Se viene impiallacciato offre anche una superficie di qualità che può essere verniciata e trattata.

Il panforte

Detto anche “paniforte” è un pannello composito, costituito da una struttura interna formata da listelli accostati e incollati saldamente tra loro, mentre le due facce a vista sono ricoperte da due pannelli di compensato. 

In pratica si tratta di una sovrapposizione con superfici di buona qualità e interno robusto ma di scarsa qualità estetica. I listelli interni possono avere sezioni diverse in modo da ottenere pannelli che vanno dai 25 agli 80 mm di spessore. I pannelli reperibili sono, anch’essi, di dimensione varia (anche oltre i 2 mq). Il panforte, data la sua robustezza, è ideale per la costituzione di scaffali, porte, ripiani, ecc. Il panforte è molto facile da lavorare, tagliare e incollare. Inoltre offre una rigidità e una robustezza molto maggiori di quelle fornite da una tavola di legno dello stesso spessore. 

Il lamellare

Il legno lamellare è il più “nobile” dei “legni artificiali”. È costituito da listelli incollati tra loro (come nel panforte). Vengono utilizzati legni di buona qualità che non necessitano di rivestimenti di alcun genere in quanto sono di ottimo livello qualitativo ed estetico. Il legno lamellare è robusto, di grande bellezza (quando è lucidato) e si presta a numerosi impieghi: piani di tavoli e di cucine, mobili, ripiani di librerie, ecc. La sua lavorazione non presenta alcuna difficoltà in quanto è robusto, non si sbriciola e può essere lavorato come il legno massello.