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La pavimentazione per cortili, vialetti e terrazzi in lastre ("beole") di pietra è bella da vedere, estremamente robusta, sopporta carichi notevoli, e può essere posata anche da chi non è particolarmente esperto.

 

• La pavimentazione a “beole” è senza dubbio una delle più interessanti, belle e durevoli che si possono realizzare in esterno. Questa copertura, tipicamente italiana, viene eseguita con pietre diverse, priciplmente luserna e porfido, di forma irregolare e dello spessore medio di 2-4 cm. Esse vengono disposte una accanto all’altra su un piano in calcestruzzo e legate ad esso con altra malta mentre le commessure vengono completamente riempite e rifinite in modo particolare. 

• Vi sono due tecniche specifiche di posa: la posa libera e quella geometrica. Nella posa libera le pietre vengono sagomate lungo i contorni con colpi di martellina in modo da sagomare i vari pezzi affinché si accostino senza lasciare commessure (che, nel caso di una pavimentazione, vengono dette “fughe”) troppo larghe. Il contorno delle pietre resta abbastanza irregolare, e la pavimentazione assume un aspetto più rustico e meno ricercato. 

• Nella posa geometrica ogni pietra viene tagliata lungo i bordi fino a farle assumere la forma di un pentagono o di un esagono irregolare ma che corrisponda perfettamente allo spazio libero tra le pietre circostanti, in cui si inserisce alla perfezione. Le fughe rimangono molto strette, di larghezza costante e la pavimentazione assume un aspetto molto regolare e ordinato. 

• La scelta tra i due tipi di pavimentazione dipende da vari fattori. Innanzitutto è bene chiarire che il secondo metodo di posa non è certo il più adatto al fai-da-te in quanto presuppone l’impiego di una macchina tagliapietre (costosa e difficile da trovare in affitto) e di un buona esperienza. Inoltre lo scarto che si realizza è notevole (dal 20 al 30 % del materiale viene eliminato a causa dei tagli). Il sistema libero, invece, perdona molte più irregolarità di accostamento ed è indubbiamente più facile da eseguire. D’altra parte è necessario valutare anche la collocazione di questa pavimentazione, ed esaminare quali sono gli elementi architettonici ed ambientali cui ci si deve riferire. 

• Quando tutte queste valutazioni sono state fatte, potete procedere alla preparazione della superficie. Il lavoro è uguale per entrambi i tipi di posa, solo nell’ultima fase essi differiscono.

Preparazione della superficie

Per prima cosa dovete delimitare la zona da pavimentare con picchetti e lenze in modo da tracciare con precisione i confini. In generale queste superfici terminano con uno o più lati contro un’abitazione o contro un muro, quindi presentano già un appoggio laterale. 

• Nelle parti libere, invece, dovrà essere realizzato, successivamente, un cordolo, per cui nelle pima fase del lavoro è necessario posizionare delle tavole poste di costa e sorrette da picchetti in modo che il fondo da preparare abbia un limite preciso, lungo il quale andrà realizzato il cordolo.

• Dovete procedere, ora, allo scavo di tutta la zona interessata dalla copertura. La profondità di questo scavo deve essere calcolata in base al livello finale che si intende raggiungere con la pavimentazione ed allo spessore del sottofondo più quella delle pietre. Questo spessore è da valutarsi, mediamente, in 17 centimetri così suddivisi:

• 6 cm di pietrisco di fondo

 • 5 cm di calcestruzzo

 • 2 cm di malta 

 • 4 cm di pietra 

 Ad esempio, se il livello “finito” deve essere uguale a quello del terreno circostante, dovrete effettuare uno scavo di 17 cm su tutta l’area, ma se decidete che la pavimentazione ebba essere più alta di 4 cm del terreno (cosa sempre consigliabile per evitare che terra e sassi invadano la pavimentazione) è sufficiente uno scavo di 13 cm.

• Lo scavo è certamente il lavoro più lungo e faticoso ma non c’è modo di evitarlo. Naturalmente se la zona è vasta potete far intervenire un piccolo escavatore che in breve tempo effettua il lavoro (ma costa parecchio).

Le pendenze

Quasi mai il terreno su cui si lavora è in piano, spesso è nettamente inclinato. Con lo scavo seguite la pendenza che verrà seguita anche dalla pavimentazione: non rendete orizzontale il fondo altrimenti lo spessore della copertura varierà oppure la copertura risulterà in orizzontale. Vedremo più avanti come si regolarizzano le pendenze.

 Quando lo scavo è effettuato potete stendere lo strato di pietrisco. Utilizzate il cosiddetto 18-25 che presenta pietre del diametro minimo di 18 mm e massimo di 25 mm. Potrebbe andare bene anche di dimensioni superiori ma risulta difficile e faticoso da maneggiare. Su vi è possibile fate scaricare il pietrisco all’interno dello scavo in modo che voi dovete solamente allargarlo e non trasportalo con la carriola dal luogo dello scarico. 

• La quantità di pietrisco da ordinare, in metri cubi è data dal calcolo:

 Superficie da coprire (in mq) x 0,06 

 Ad esempio, per una superficie di 67 mq dovrete ordinare 4 metri cubi di pietrisco (67 x 0,06 = 4). Con pala e rastrello spandete regolarmente il pietrisco fino ad coprire tutta la zona con uno strato spesso 6 cm.

I mattoni di riferimento

Sopra a questo letto di pietrisco dovete stendere la copertura in calcestruzzo che deve risultare assolutamente piatta (si badi bene “piatta” non significa “piana” in quanto essa può essere inclinata per seguire l’andamento del terreno). Per ottenere questo risultato dovete affidarvi al classico metodo delle fasce

• In pratica dovete suddividere la zona in più strisce e collocare, lungo ogni linea che le separa, dei mattoni, cementandoli al fondo, in modo che la loro faccia superiore sia esattamente al livello della futura gettata di calcestruzzo. Il lavoro si esegue nella seguente maniera:

Calcolate quale deve essere il dislivello totale tra due estremità opposte della copertura (poniamo 48 cm) e dividete la sua lunghezza in intervalli di tre metri alle estremità dei quali dovete collocare un mattone (poniamo che la distanza sia di 21 metri e quindi dovrete collocare 7 mattoni, compreso il primo).

Posizionate il mattone al livello più alto ed incementatelo al pietrisco in modo che la sua altezza sia esattamente a 6 cm dal livello “finito”. 

Avanzate di tre metri e collocate il secondo mattone. Esso dovrà essere più in basso del primo di 8 cm (= 48:6 spazi da tre metri) per ripettare la pendenza. Poggiate un listello lungo 4 metri sul primo mattone e, sopra di esso, collocate una livella a bolla. Quindi tenetelo in orizzontale e, all’altezza del secondo mattone, misurate 8 cm a partire dalla faccia inferiore del listello, verso il basso. Il livello raggiunto è quello del secondo mattone. 

- Procedete così fino ad arrivare all’ultimo: sarete scesi di 48 cm, con regolarità.

• Adesso dovete fare le fasce. Con una malta di cemento e ghiaia realizzate un cordolo che va da un mattone all’altro, a filo con la faccia superiore dei mattoni. La superficie del cordolo viene livellata con una staggia posta a cavallo tra due mattoni successivi.

• Realizzate tante fasce parallele quante sono le linee di separazione delle strisce che avete tracciato. In questo modo avete una serie di cordoli paralleli dell’altezza esatta della gettata ed è facile ora rispettare la pendenza. 

• Tutto questo lavoro non si presenta se la zona da pavimentare è perfettamente piana. In tal caso, però, dovrete dare alla superficie una leggera pendenza (almeno 1 cm al metro) per far scorrere via l’acqua piovana. A tale scopo potete prevedere una forma “ a schiena d’asino” o una pendenza laterale (nel senso della larghezza) della copertura perché se realizzate una pendenza nel senso della estensione maggiore potreste trovarvi con la parte in fondo della copertura che finisce sotto il livello del terreno, oppure sareste costretti a sopraelevare troppo la parte iniziale.

• Per realizzare queste pendenze in modo uniforme procedete in senso inverso a quello precedentemente illustrato: abbassate (o alzate) i mattoni di riferimento, a partire dal primo, della pendenza che avete deciso di conferire alla copertura.

La gettata

Dovete ora riempire le superfici tra le fasce con una gettata di cemento e ghiaietto (diam 5-10 mm). Se la superficie da coprire è vasta potrebbe essere vantaggioso l’impiego di una autobetoniera, sempre che il luogo di lavoro sia accessibile.

 La livellatura della superficie la effettuate con una staggia abbastanza lunga da poggiare su due fasce contigue. La muovete alternativamente a destra e a sinistra in modo da lisciare la superfice ed asportare eccedenze di impasto. Se vi sono delle mancanze aggiungete impasto con la cazzuola. Quando tutta superficie è coperta con la gettata potete interrompere il lavoro ed aspettare 48 ore prima di procedere al rivestimento. 

Posa delle pietre

Come chiarito prima la posa più conveniente è quella libera. 

• Iniziate da un angolo, preferibilmente dall’estremità più in alto, deponendo sulla gettata alcune pietre e spostandole in modo da trovare l’accostamento migliore, data la loro forma. Eventualmente sagomatele ai bordi con la martellina per adattre le forme (indossate sempre gli occhiali protettivi perche si poducono schegge pericolose). Quando avete trovato una sistemazione piacevole e tale che le fughe non siano, mediamente superiori ai 20 mm, comincite il lavoro di posa vero e proprio. 

• Togliete un paio di pietre ed applicate, con la cazzuola, uno strato di 2 cm di malta di cemento e sabbia, abbastanza ricca di legante. Collocate sul letto le pietre accostandole bene ed assestatele con qualche colpetto inferto col manico del mazzuolo. 

 Procedete con questo sistema. Il metodo di controllo consiste nel collocare due pietre “campione” il cui livello viene accuratamente controllato e poggiarvi sopra un listello ben diritto: le altre pietre che posate devono raggiungere il listello senza alzarlo. Naturalmente questo deve essere spostato in varie posizioni per controllare ogni singola pietra che posate. Proseguite in questo modo fino ad aver pavimentato tutta la superficie. 

•  Scartate le pietre che presentano la superficie a vista troppo irregolare e non cadete nella tentazione di riempire eventuali spazi tra pietra e pietra con piccoli pezzi di pietra o scaglie: a lavoro finito stanno malissimo. Con pazienza sagomate le pietre più accuratamente e troverete il giusto accostamento.

• Quando avete terminato la posa di tutta la pavimentazione non vi resta che rifinire le fughe con impasto ricco di cemento e sabbia. Con un cazzuolino riempite gli spazi tra piastrella e piastrella fino al livello superiore, quindi lasciate rapprendere e, con un tondino leggermente curvato, tracciate degli incavi che delimitano in maniera netta il bordo delle pietre.

• La pavimentazione è terminata. Tenetela bagnata per qualche girono in modo che il cemento, asciugandosi, non faccia crepe ed evitate di passarvi sopra con pesi notevoli per almeno una settimana.

 Il cordolo

La pavimentazione che avete realizzato termina contro il bordo in tavole di legno precedentemente collocate. È il momento di toglierle e realizzare un cordolo di cemento. Potete impiegare gli elementi di cordolo prefabbricati che collocate in uno scavo lungo la pavimentazione e bloccate con calcestruzzo, oppure potete realizzare una lunga cassaforma in cui effettuare una gettata. Entrambi i sistemi sono validi ma il secondo, pur se più laborioso, offre un risultato più solido.