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Per far funzionare egregiamente la stufa a legna o il camino è necessario procedere ad una periodica pulizia del condotto di scarico dei fumi. Il lavoro non è difficilema bisogna agire in sicurezza. 

 

Si assiste, in questi anni, ad un generalizzato ritorno, nelle case monofamigliari ed in quelle di campagna, dei camini e delle stufe a legna. Si tratta di un ritorno legato essenzialmente alla riscoperta di piacevoli tradizioni ed abitudini del passato, anche se l’impiego di legna da ardere presenta pur sempre dei risvolti economici interessanti. 

 Gestire una “bocca da fuoco” non presenta grandi difficoltà ma, fruitori occasionali come si è diventati, si rischia di non mettere in atto quelle elementari misure che permettono alla stufa ed al camino di funzionare al meglio. 

 La prima di queste misure è la pulizia della canna fumaria che deve essere attuata sia all’atto della rimessa in funzione dopo anni di riposo, sia una volta all’anno per eliminare i depositi che si formano su di essa. 

La pulizia 

Si tratta di un lavoro abbastanza semplice ma piuttosto delicato, che va sempre affrontato in due. 

• La prima operazione da compiere è quella di scoperchiare il comignolo. Non è detto che ciò si possa fare perché alcuni sono del tipo a cappello chiuso che non si può asportare. Questo rappresenta una ulteriore difficoltà che vedremo in seguito come può essere affrontata. 

• Risulta ovvio, anche se non superfluo, ricordare che per svolgere questo lavoro è necessario salire sul tetto, con tutti i pericoli che ciò  comporta: è necessario calzare scarpe di gomma con la suola ben artigliata e soprattutto affrancarsi con corda ed imbragatura a qualcosa di solido. Il lavoro va eseguito in una giornata con assenza totale di vento. 

• L’attrezzo ideale per eseguire la pulizia della canna fumaria è lo spazzolone a disco con setole lamellari in acciaio. Si tratta di una particolare spazzola circolare con le setole flessibili disposte radialmente, della lunghezza di una ventina di centimetri. Il diametro totale è di circa 40-45 cm per cui è in grado di lavorare entro canne fumarie di grosse dimensioni. 

• Nella parte superiore e in quella inferiore della zona centrale dello spazzolone sono presenti due occhielli che devono essere legati a robuste corde lunghe (ognuna) un paio di metri di più dello sviluppo totale della canna fumaria. 

• L’operatore che è sul tetto, dopo aver sfilato il cappello del comignolo, fa scendere una delle corde nella canna fumaria fino a raggiungere l’imboccatura inferiore in modo che un aiutante, dal basso, possa afferrarla. 

• A questo punto chi è in basso comincia a tirare lentamente la corda mentre chi è in alto inserisce lo spazzolone nel comignolo. Continuando a tirare, la spazzola percorre tutta la canna fumaria. Le lunghe setole si adattano perfettamente alla forma della canna stessa, sia essa rotonda, quadrata o rettangolare, e la raschiano durante la discesa. 

• Quando la spazzola è arrivata in fondo, è chi sta sul tetto che deve tirare la corda per farla ritornare in alto eseguendo un'ulteriore spazzolatura. Questo su e giù va effettuato alcune volte, in relazione alla quantità di fuliggine ed alla sua compattezza. 

• Durante questo lavoro, che è piuttosto sporchevole, si asporta la maggior parte di fuliggine che cade verso il basso. Se si tratta di un camino cadrà nella bocca di questo. In ogni caso chiudete le porte della stanza ove è collocato il camino. Aprite le finestre, coprite i mobili e cercate di formare un piccolo argine intorno al piano di fuoco con giornali e stracci. 

• Se non si può asportare il cappello del comignolo risulta molto difficile, o impossibile, inserire lo spazzolone. In questa situazione potete formare una palla di stracci (ottimo il sacco di iuta) che viene fatto entrare più facilmente all’interno delle feritoie del comignolo ed azionato (ma molte più volte), come lo spazzolone. 

Asportare la fuliggine 

Nel camino eliminatela con l’aspiratore. Se, invece, si tratta di una stufa a legna, la fuliggine cade e si raccoglie sul fondo della canna stessa. Solitamente la canna fumaria prosegue verso il basso, nella parete, al di sotto della imboccatura del tubo della stufa in modo da offrire una camera in cui raccogliere la fuliggine. 

• In molti casi alla base di questa camera vi è uno sportellino (spesso collocato fuori dall’abitazione) che, a fine lavoro, viene aperto per poter asportare tutta la fuliggine accumulatasi durante la spazzolatura. In caso questa apertura non ci fosse potete inserire nella canna fumaria il tubo flessibile dell’aspiratore e rivolgerlo verso il basso fino a fargli raggiungere la fuliggine ed aspirarla. Non è, però, un lavoro dei più facili. 

* Se l’apertura non c’è vi conviene senz’altro realizzarlaPotete farlo sia all’interno che all’esterno dell’abitazione: è meglio all’esterno ma ciò dipende da varie situazioni. Dovete innanzitutto battere con le nocche o con un martello contro la parete per rilevare dove termina la canna fumaria e, quindi, praticare un'apertura appena sopra al termine stesso. 

• L’apertura può essere quadrata o rotonda. Nel primo caso provvederete a murarvi un telaietto quadrato dotato di sportellino, mentre se la praticate rotonda potete murarvi (con cemento bianco) un collare con coperchio rotondo tipico per questo impiego e disponibile in diversi diametri. 

Interventi diversi 

Se vi accorgete che la fuliggine prodotta in un inverno è esagerata dovete esaminare e valutare alcuni fatti. Innanzitutto la legna che usate: se è di recupero (parti componenti di carri ferroviari, imbarcazioni, demolizioni edili ecc.) c’è da aspettarsi che vi sia una notevole quantità di materiali depositati in quanto questi legnami sono imbevuti di varie sostanze protettive e catramose. Ricordate che bruciare questo tipo di legno può essere molto dannoso per la salute della vostra famiglia perchè durante la combustione si liberano diverse sostanze tossiche. Inoltre si producono fumi notevolmente inquinanti. 

• Un’altra causa di eccessiva produzione di fuliggine è dovuta ad una canna fumaria fredda, cioè poco isolata termicamente dall’esterno. In tal caso avviene che il fumo, mentre sta salendo per convezione, si raffredda rapidamente, rallenta il suo moto ascensionale e deposita molto materiale all’interno della canna invece di trasportarlo fuori.

• Altri motivi possono essere l’eccessiva lunghezza o l’eccessiva brevità della canna fumaria (entrambe le situazioni impediscono un corretto tiraggio) oppure un diametro troppo piccolo o troppo grosso. Per ultimo si può avere una canna fumaria molto deteriorata interiormente che crea turbolenze dannose nei fumi che salgono. Spesso queste cause sono combinate ed il risultato è un deposito talmente grande da inficiare il buon funzionamento della bocca da fuoco. 

• Valutate quale è il vostro caso e procedete a correggere la situazione: è possibile rivestire canne fumarie fredde con elementi di rivestimento, o incamiciarle con tubazioni flessibili inserite dall’alto. Si possono sostituire i comignoli con altri che garantiscono un migliore tiraggio ecc. In genere però, si tratta di lavori piuttosto complessi che non sono quasi mai alla portata del fai da te, ma abbisognano dell’opera di personale specializzato. 

• Una buona manutenzione della canna può essere svolta anche durante il periodo di utilizzo: si tratta di impiegare particolari sostanze chimiche (in polvere o solide) che, immesse nel focolare quando esso è ben caldo, producono fumi solforosi che sono in grado di asportare una buona quantità di fuliggine. Queste sostanze si usano esclusivamente con le stufe a legna e non con i camini.