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Vediamo quali sono gli elementi fondamentali che vanno valutati per distinguere un mobile originale da un falso. Partiamo dai segnali più grossolani e facilmente identificabili.

Segni lasciati dagli attrezzi 

La sega elettrica, tagliando il legno lascia una traccia regolare e continua, del tutto diversa da quella lasciata da una sega a mano. Quest’ultima, infatti, anche se utilizzata con precisione ed esperienza, lascia una linea di taglio irregolare e discontinua, tipica delle lavorazioni di oltre un secolo e mezzo fa.

L’utilizzo del tipo di sega usata può essere rivelato nelle parti nascoste del mobile come nei fondi dei cassetti, nei fianchi interni di tutta la struttura del mobile, nei telai, nella parte  sottostante della seduta delle sedie, ecc. Lo stesso vale per la piallatrice elettrica: utilizzando una luce radente (portate sempre con voi una pila!) e osservando un legno lavorato con tale macchina, e non con la pialla a mano, potrete notare la presenza di avvallamenti, lasciati dalla lama della pialla nelle parti interne del mobile (a volte anche in quelle esterne), soprattutto se il legno non è stato carteggiato a dovere. La piallatura manuale (strano a dirsi) è più regolare e continua, comunque non è “saltellante”.

Chiodi e ferramenta  

Una chiara indicazione può venire dal tipo di chiodi usati per fodere, incastri, cassetti, strutture interne ed esterne. I chiodi erano largamente utilizzati anche 300 anni or sono, ma erano fatti a mano, uno diverso dall’altro, con la testa grossa e il gambo a sezione quadrata rastremata e con la punta a piramide.

Vengono prodotti anche chiodi che imitano quelli antichi e realizzati e, proprio per questo, se trovate un chiodo perfettamente cilindrico, con punta acuta c’è da insospettirsi.

Un discorso analogo, si può fare anche per la ferramenta, come serrature, maniglie, bocchette, paletti, chiavi cerniere; tutti accessori riprodotti in serie a somiglianza dei modelli antichi.

La ferramenta, che deve essere sostituita o aggiunta perché mancante, viene normalmente riprodotta artigianalmente. Ma allora cosa ci può rivelare se una maniglia o una borchia è vecchia o realizzata di recente? Per scoprirlo chiedete di poter smontare il pezzo di metallo dal mobile. Se la cosa è possibile fatelo e guardate lo stato del metallo che è a contatto con il legno: se la ferramenta è originale risulterà lucido, quasi come nuovo, se è recente ed è stato “antichizzato” (ad esempio immergendo la ferramenta in un bagno di verderame bollente), è antichizzato anche nella parte che normalmente non è a contatto con l’aria.

I legni

Capita che un mobile abbia tutto l’aspetto di un pezzo antico solo perché è stato costruito con legname vecchio o addirittura antico, magari ricavato da vecchi arredi o mobili di cui rimangono solo dei pezzi, travi di antiche soffittature, portoni, rivestimenti, ecc.

A questo punto, se l’artigiano che ha realizzato il lavoro è bravo, il vostro compito non è dei più facili. E’ ritenuto normalmente che un mobile, anche antico, se ha subito aggiunte o modifiche che superano il 40% del suo sviluppo, è da considerarsi falso. E’ appena il caso di accennare al fatto che la presenza di un  materiale moderno (MDF, multistrato, faesite, ecc.) denuncia immediatamente che il mobile è stato rielaborato negli ultimi cinquant’anni. Ma si tratta di casi estremi in cui l’artigiano che è intervenuto aveva scarsa conoscenza o attenzione. 

Se il legno non desta particolari sospetti esaminatene la tarlatura: spesso capita di vedere mobili con le superfici tarlate longitudinalmente, cioè con canaletti a vista. Il lavoro è stato certamente fatto da un tarlo ma la tavola è stata piallata successivamente perché l’insetto lavora esclusivamente all’interno del legno e non parallelamente alla superficie.

Un altro indizio è la grana del legno: col passare del tempo i pori si occludono sempre di più fino a raggiungere  una compattezza particolare. I legni teneri che  erano usati per realizzare la struttura interna, per poi essere lastronati o impiallacciati con essenze di legni pregiati, diventano invece molto fragili. 

Infine, il trattamento a cera vergine d’api o alcool e gomma lacca dei mobili antichi, evidenzia una calda tonalità, derivata dal tempo, che difficilmente si ottiene con il legno non stagionato e tinteggiato per invecchiamento.