Faidatebook gli ebook del fai da te

Il primo sito italiano che offre esclusivamente manuali ebook sul fai da te, bricolage, hobby, giardinaggio, cucina e altri argomenti do it yourself

Restaurare può sembrare una parola troppo grossa per chi è inesperto e teme di combinare chissà quali pasticci: niente paura, il trucco c’è, basta cominciare da mobili di poco valore, magari quelli della nonna, buttati in cantina o in soffitta.  

Potete, ad esempio,  iniziare da mobiletti poco costosi comprati in giro per mercatini dell’usato. Ecco dunque il vostro obiettivo: reperire un mobile adatto al primo restauro.

Evitate con cura mobili che hanno sulle spalle una storia centenaria, proprio per mettere in conto la possibilità di commettere errori che potrebbero rovinare un bel manufatto. Solo quando avrete raggiunto una buona manualità ed esperienza potrete avvicinarvi a mobili di maggiore qualità.

Nei primi tempi rivolgete la vostra attenzione verso mobili piccoli (comodini, tavolini, ecc.) che necessitano di un lavoro limitato per poter vedere qualche risultato senza aspettare molto, in modo che possiate trarne fiducia e voglia di continuare. Il tempo e l’esperienza vi renderanno più esperti e potrete dedicarvi a mobili più grandi e impegnativi. 

La pratica sui primi mobili deve andare di pari passo ad un processo di informazione e studio, perché dovete sempre tenere presente che il restauro non è solo un’attività manuale ma è anche un percorso conoscitivo e intellettuale in cui, alle astuzie tecniche devono accompagnarsi conoscenze storiche e stilistiche. Quando vi sentirete pronti per mobili più “importanti” le nozioni fondamentali e l’esperienza acquisita in laboratorio si dovranno integrare per poter valutare al meglio il mobile che avete davanti e che magari avete voglia di acquistare e restaurare. Infatti, se nei primi tempi non rischiate nulla, in un secondo tempo (proprio quando vi sentite più preparati) non è difficile andare incontro a “fregature” e comprare un mobile che è tutto fuori che vecchio. Per questo motivo è utile che vi informiate sugli stili e sulle tecniche di lavorazione (materiali compresi) che venivano adottate nei tempi passati. Ma cosa si intende esattamente per mobile vecchio, mobile antico e “in stile”? 

Il mobile "Vecchio"

Con questa definizione si possono comprendere i mobili realizzati dalla fine dell’Ottocento in poi, costruiti con tecniche artigianali oggi superate.  Questi sono i mobili facilmente reperibili nei mercatini, fiere e piccoli antiquari a prezzi accessibili (rispetto alle migliaia di euro necessarie per acquistare mobili antichi). Per il restauro di un mobile vecchio vi dovrete avvalere delle tecniche esistenti al tempo del manufatto, ma è consentito l’utilizzo di mezzi e metodi moderni che non compromettano la natura del mobile. Anzi i moderni prodotti, se utilizzati con intelligenza, risolvono molti problemi con rapidità ed ottimo risultato.

 Il mobile "Antico"

• E’ un mobile costruito, genericamente, prima del 1850 anche se, tale distinzione è approssimativa e ricca di eccezioni anche in funzione della qualità del mobile, del suo grado di finitura e dello stato di conservazione. 

Il consiglio è:  anche se ritenete di aver raggiunto un buon livello lasciate ai professionisti interventi su mobili antichi. Un errore irreversibile potrebbe costare molto caro.  

Il mobile "in Stile"

• E’ un mobile costruito ad imitazione di uno stile passato. Tecniche di costruzione e materiali sono chiaramente diversi e non necessariamente imitano quelle originali. Solo l’aspetto esteriore, richiama le linee e decorazioni del pezzo originale.  Chi compra un mobile “in stile” è consapevole che non si tratta di un originale e di conseguenza pagherà un prezzo molto inferiore.

Il mobile "Falso"

• Un mobile può definirsi “falso” quando è costruito ad imitazione di uno antico, sfruttando tecniche di costruzione e materiali più simili possibile a quelli dell’originale che si sta imitando.  In questi casi tocca a voi a essere furbi e maliziosi, perché con un po’ di conoscenze e “segreti” potete accorgervi se il mobile in esame è originale o è un falso.  Anche se non mancano mobili falsi fatti talmente bene che anche l’occhio di un grande esperto fa fatica a riconoscere. 

Principi di restauro

Il restauro non è solo un’arte, ma un atteggiamento e un modo di avvicinarsi al mobile danneggiato che differisce completamente da una riparazione qualsiasi. 

• E’ il tentativo di conservare e restituire ai pezzi il loro stato originario, senza però cancellare del tutto gli effetti del tempo. Il restauro del mobile non deve rinnovare l’oggetto, né operare inopportune integrazioni che rischiano di snaturare l’originale funzione. 

Si può benissimo dire che il restauro è un atto di amore. 

Restaurare significa dunque risalire attraverso l’oggetto fino all’origine del pensiero di chi l’ha concepito ed è questa la strada che occorre percorrere. 

Una tecnica utile è cercare di immaginarsi nei panni di chi, a suo tempo, costruì l’oggetto. Osservare bene ogni piccolo particolare e chiedersi perché è stato usato un certo raccordo o un certo pezzo di legno, e poi procedere di conseguenza. Iniziamo così la nostra avventura non partendo però con un lavoro che temiamo di non essere in grado di completare. 

Ci sono delle linee guida da seguire durante il restauro, delle fasi che vanno svolte in successione (a seconda dei tipi di interventi che vanno eseguiti). 

Di seguito è riportata la sequenza cronologica generica che, comunque, può essere modificata a seconda delle specifiche condizioni di un mobile. 

 

  1. Pulizia superficiale  con trattamento antitarlo 
  2. Smontaggio 
  3. Sverniciatura con sverniciatore 
  4. Ricostruzione parti mancanti 
  5. Ricostruzione impiallacciatura 
  6. Consolidamento 
  7. Stuccatura con terre colorate e gesso 
  8. Levigatura 
  9. Mordenzatura
  10. Lucidatura a  cera
  11. Lucidatura a  gommalacca

 

Tutti gli interventi sul mobile devono essere portati a termine secondo un procedimento e con materiali che siano reversibili sia immediatamente dopo la loro applicazione sia con il passare del tempo. Questo è un fattore importante da considerare giacché molti materiali risultano reversibili in un primo momento ma, col passare del tempo, diventano sempre più irreversibili. II principio di reversibilità garantisce, in caso di necessità futura, una facile eliminazione di qualsiasi elemento aggiunto all’opera, senza che tale operazione richieda l’uso di metodi aggressivi che possano danneggiare la stessa.